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mercoledì 21 giugno 2017

Il Resto al Sud 2017: le agevolazioni per i giovani imprenditori sono legge

In vigore da oggi 21 giugno 2017 il D.L. n.91 pubblicato in G.U. n.141 del 20 giugno 2017.
Il decreto, che fa seguito a quello dello scorso dicembre (D.L. 243/2016) mira a incentivare, anche con significative risorse aggiuntive, la nuova imprenditorialità.
In particolare è istituita una misura denominata: “Resto al Sud”.
L’incentivo è rivolta ai soggetti di età compresa tra i 18 ed i 35 anni che presentino i seguenti requisiti:
• siano residenti nelle regioni del mezzogiorno;
• non risultino già beneficiari, nell’ultimo triennio, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità.
I futuri neoimprenditori possono presentare istanza di accesso alla misura attraverso una piattaforma dedicata sul sito istituzionale dell’Agenzia Nazionale per l’Attrazione degli Investimenti e lo Sviluppo di Impresa S.p.A. (Invitalia), individuata come soggetto gestore della misura.
Gli enti pubblici, le Università e le associazioni, anche non profit, possono fornire, a titolo gratuito, servizi di consulenza e assistenza nelle varie fasi di sviluppo del progetto imprenditoriale, ai futuri imprenditori, previo accreditamento presso l’Invitalia.
Nel caso in cui l’istanza sia presentata da più soggetti già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, ivi incluse le società cooperative, l’importo massimo del finanziamento erogabile è pari a 40 mila euro per ciascun socio, che presenti i requisiti richiesto, fino ad un ammontare massimo complessivo massimo di 200 mila euro.
I finanziamenti sono così articolati:
• 35 per cento come contributo a fondo perduto erogato dal soggetto gestore della misura;
• 65 per cento sotto forma di prestito a tasso zero, concesso da istituti di credito in base alle modalità definite dalla convenzione che verrà stipulata con Invitalia.
Sono finanziati i progetti relativi alla produzione di beni nei settori :
- dell’agricoltura;
- dell’artigianato;
- dell’industria;
- ovvero relativi alla fornitura di servizi a favore delle imprese appartenenti a qualsiasi settore.




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FONTE FISCO & TASSE

Quattordicesima pensionati 2017

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Platea più ampia e assegno più ricco: tabelle INPS sulla quattordicesima pensionati di luglio 2017, requisiti di reddito e meccanismo a scaglioni.

 A luglio 2017 arriva una quattordicesima pensionati più ricca e ad una platea allargata: scattano infatti le modifiche inserite nella Legge di Stabilità, in base alle quali l’INPS ha provveduto a ridefinire il beneficio. La quattordicesima mensilità di pensione richiede un’età minima di 64 anni e prevede specifici requisiti di reddito. La legge di bilancio (comma 187 legge 232/2016) ha incrementato l’assegno per coloro che già ne avevano diritto negli anni scorsi (i pensionati fino a 1,5 volte il minimo) e ha esteso il diritto a coloro che hanno un assegno fino a due volte il minimo, con un meccanismo a scaglioni che prevede un importo ridotto progressivamente per chi incassa un’assegno pensionistico fra 1,5 e 2 volte il minimo.

=> Pensioni: quattordicesima 2017, tutti gli importi

In pratica, segnala l’INPS, quest’anno ci sono ulteriori 1,43 milioni di pensionati in più che prenderanno la quattordicesima. Nel 2016, invece, hanno percepito la quattordicesima 2,141 milioni di pensionati, in gran parte iscritti alla gestione privata (2,127), a cui si aggiungono 8mila 461 pensionati in gestione pubblica e 5mila 565 lavoratori dello spettacolo.

Quattordicesima pensionati 2017

La platea si è allargata a 3 milioni 570mila 639 pensionati (di cui 1,43 milioni con redditi fra 1,5 e 2 volte il minimo). In tabella le cifre precise e il costo della misura.
BeneficiariReddito
fino a 1,5 volte il minimo
Reddito
fra 1,5 e 2 volte il minimo
Quattordicesima
2017
3.570.6392.089.2871.452.620
Quattordicesima
2016
2.141.178

Per quanto riguarda gli importi, cambiano a seconda degli anni di contribuzione e dell’appartenenza a una gestione lavoratori dipendenti o autonomi.
In tabella gli importi.
 Fino a 15 anni
di contributi
Tra 15 e 25 anni
di contributi
Oltre 25 anni
di contributi
Dipendenti
fino a 1,5 volte il minimo
(9.786,86 euro annui)
437 euro546 euro655 euro
Dipendenti
fra 1,5 e 2 volte il minimo
(13.049,14 euro)
336 euro420 euro504 euro

 Fino a 18 anni
di contributi
Tra 18 e 28 anni
di contributi
Oltre 28 anni
di contributi
Autonomi
fino a 1,5 volte il minimo
437 euro546 euro655 euro
Autonomi
fra 1,5 e 2 volte il minimo
336 euro420 euro504 euro

Attenzione
: un pensionato che ha un assegno superiore a due volte il minimo (quindi, superiore a 13mila 0149 euro), percepisce comunque una parte della quattordicesima nel caso in cui l’importo della sua pensione sia inferiore a quello che risulta aggiungendo la quattordicesima.
Esempio: la quattordicesima di un ex lavoratore dipendente che guadagna due volte il minimo e ha oltre 2 5anni di contributi, come si vede dalla tabella sopra riportata, è pari a 504 euro. Quindi, sommando il tetto di reddito con la quattordicesima, si ottiene 13mila 553. I pensionati che percepiscono più di due volte il minimo (più di 13mila 0149,14 euro annui), ma sono sotto questa cifra (13mila 553), prenderanno una quattordicesima pari alla differenza. Ipotizziamo un pensionato con un assegno annuo di 13mila 200 euro: la quattordicesima sarà di 353 euro.
Per quanto riguarda infine il requisito anagrafico, in luglio prendono la quattordicesima solo coloro che hanno già compiuto i 64 anni. Chi li compie nel corso del 2017 ha diritto al beneficio, ma incasserà la somma con il cedolino di dicembre.

Fonte: INPS.

martedì 20 giugno 2017

Coldiretti:Albicocche, meglio donarle che non perderle sotto gli alberi

Albicocche in dono alle famiglie meno abbienti e ai turisti. E’ l’iniziativa di Coldiretti Basilicata in programma giovedì mattina a Matera in risposta al fatto che nonostante quest’anno la produzione di nettarine sia di qualità ed abbondante, uno dei prodotti di eccellenza del Metapontino come l’albicocca, non riesce ad avere alcun mercato. “Preferiamo donare la frutta a chi ne ha bisogno – fa sapere Coldiretti Basilicata – invece che vederla marcire per terra sotto gli alberi”. L’appuntamento è per le 10 e 30 di giovedì dinnanzi alla Caritas, in via dei Cappuccini a Matera. Per l’occasione Coldiretti Basilicata regalerà 4 quintali di albicocche all’organismo pastorale della Cei da distribuire alle famiglie bisognose della città. Ma non solo. In osservanza della legge 166 del 2016 sugli sprechi alimentari, Coldiretti Basilicata, forza amica dei cittadini, attraverso degli “Ape car” colorati di giallo, che solitamente accompagnano i turisti nei rioni Sassi, distribuirà gratuitamente albicocche ai visitatori, per promuover le eccellenze ortofrutticole del Metapontino. “L’invito lo rivolgiamo ai ristoratori e agli operatori turisti – fa sapere Coldiretti – affinchè promuovano le eccellenze del territorio. L’invito lo abbiamo rivolto anche al governo regionale perchè si faccia promotore di accordi di programma in tal senso”.

giovedì 15 giugno 2017

Giri e impressioni tra Lucania e Irpinia, con tappa a Montaguto: su Reportage online il viaggio dell’amico Marino Pagano


Ti metti in cammino. Lasci l’area casalinga – quella dalla Bitonto della meravigliosa cattedrale romanica o della Bari levantina e occidentale insieme – e raggiungi San Fele, cascate di magia. La Lucania è terra anche di questi flussi ancestrali che vengon fuori dalle viscere delle rocce.

Quelle di San Fele (Potenza), tra le più suggestive (ma ce ne sono anche a Savoia di Lucania).

Il paese s’abbarbica tra inestricabili viuzze, segno classico del piccolo centro-castello che amava confondere i nemici. Le cascate hanno molto anche di antico. Usate per la lavorazione della lana, fanno parte del corso del torrente Bradano (omonimo dell’importante fiume). Sono l’attrazione principale del piccolo centro. Il panorama d’attorno, bellissimo, con tante ginestre.

A non molti chilometri, ecco anche i laghi di Monticchio (Atella-Rionero in Vulture).

San Fele ti conquista: un santo ottocentesco vincenziano, missionario in Etiopia; una chiesa madre con scale che perdi chili già a vederle; una pasticceria deliziosa; l’indicibile groviglio d’arterie minute.

Fai un po’ di strada (abbastanza, ce lo siamo imposti) e sei a Montaguto (Avellino), al confine tra la bassa Daunia e l’Irpinia, non prima di aver superato, indignato, il Formicoso ormai inondato di pale eoliche sino alla vergogna, siamo tra Andretta, Bisaccia, Lacedonia.

Ecco Montaguto, monte aguzzo come l’etimo già vuole. Di qua Orsara e di là Panni e Monteleone.Poco da segnalare, qui, si direbbe a prima vista. Qui ci arrivi solo se la cultura arcaica dei paesi ti prende davvero dentro.

C’è il cielo, lo cogli e ti senti un re. Ci sono colline selvagge. Pochi, pochissimi abitanti.

Arriviamo all’imbrunire, di vivo il lascito dei secoli, ma attorno non vedi nemmeno un gatto. Montaguto è un paese presso cui fermarti solo se sei pervicacemente innamorato della semplicità, anche quella che ti fa dire «ma qua che ci sta?».

Ma un paese ha sempre qualcosa, soprattutto quando, tutto sommato, non è stato stravolto, quando ha conservato la sua radice, la sua fisionomia d’identità, il suo tracciato.
A parte che la celebre, nel bene e nel male, «frana di Montaguto» ha creato anche dei laghetti.

Scopri qualcosa di carino, allora. Un lago lo trovi, inaspettato quasi, anche a Savignano Irpino, vicinissimo a Montaguto.

Si tratta di due località che nella storia moderna hanno giocato un po’ al rimbalzo, tra Irpinia e area dauna, dunque tra Campania e Puglia.

Prima pugliesi, ora avellinesi. Per modo di dire perché poi, a Savignano, la sagra è dell’orecchietta, mica del Carmasciano, un formaggio che godi già nel pronunciarlo, roba che chiudi gli occhi e sei in un pascolo: principe dei prodotti caseari della zona di Rocca San Felice, sempre Avellino.

Medesima sorte per paesi come Orsara, Rocchetta, Anzano e altri: oggi pugliesi, ieri irpini.

Poi a Montaguto c’è una signora che gestisce un piccolo bar (bar tuttofare: si trasforma in salumeria accattivante in un batter d’occhio, con sapori che non vi diciamo). Bar antico in tutto: pavimento, bagno dietro il biliardo, stemma della squadra di calcio anni Ottanta, caffè corposo.

Questa signora sta lì da cinquant’anni, forse di più. Aspetto disordinato e faccia stanca, non ricorda più gli anni nemmeno lei. Il bar sta sulla strada. Se guidi da due ore, non puoi non fermarti. Fuori due cani e una fontana. Sosti che è un piacere.

E poi sei già sull’antica bretella di collegamento tra Puglia e Campania, tra Bari e Napoli, quando l’autostrada non esisteva ancora e ci volevano quattro-cinque ore per raggiungere la città partenopea da Bari. Montaguto, Ariano (che prima, guarda un po’, apparteneva alla Puglia) e sei allo svincolo: verso Benevento di qua, a Napoli di là. Se continui per Benevento, c’è Castelfranco in Miscano, carina assai.

C’è Buonalbergo, che ti ospita sin dal nome. Il viaggio continua. Ma la signora di Montaguto, più di tutti, vale già il prezzo del biglietto.

Perché il viaggio o è antropologico o non è.

lunedì 29 maggio 2017

Pensioni, fra un mese arriva la quattordicesima: le ultime novità






La nuova prestazione previdenziale viene estesa con la legge di Bilancio


Luglio sarà mese di quattordicesima per 3,4 milioni di pensionati. La nuova prestazione previdenziale viene estesa con la legge di Bilancio anche ai pensionati oltre 64 anni con redditi tra 1,5 e due volte il trattamento minimo. La conferma è arrivata anche via Facebook dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi.
REQUISITI – Nel 2016 l’erogazione della quattordicesima era appannaggio dei pensionati con 64 anni di età e un reddito fino a 9.786,86 euro annui. Chi possedeva un reddito maggiore ne era escluso. Quest’anno invece la quattordicesima sarà erogata anche ai pensionati con un reddito compreso tra 9.786,86 euro e 13.049,15 euro annui. Per i pensionati che superano i 13.049,15 euro, la nuova riforma prevede un importo aggiuntivo parziale.
IMPORTI – Gli importi variano da 336 a 655 euro in base all’assegno percepito e agli anni di contributi.
Per i pensionati con un reddito fino a 9.786,86 euro annui:

  • 15 anni di contribuiti la somma sarà di 437 euro;
  • oltre i 15 anni e fino a 25 anni di contribuiti sarà di 546 euro;
  • oltre i 25 anni di contributi sarà di 655 euro.
Per i pensionati che hanno un reddito annuo tra 9.786,87 euro e 13.049,14 euro:

  • 15 anni di contributi sarà di 366 euro;
  • tra i 15 e 25 anni di contributi sarà di 420 euro;
  • più di 25 anni di contributi sarà di 504 euro.
I valori indicati sono validi per i lavoratori dipendenti, per i lavoratori autonomi, gli importi saranno uguali ma cambiano i requisiti contributivi, bisognerà avere 3 anni in più di contributi versati.
EROGAZIONE – Il pagamento verrà effettuato d’ufficio per i pensionati di tutte le gestioni unitamente al rateo di pensione di luglio 2017, o di dicembre 2017 per coloro che perfezionano il requisito anagrafico nel secondo semestre dell’anno 2017. Si rammenta che il beneficio sarà erogato in via provvisoria sulla base dei redditi presunti e sarà verificato non appena saranno disponibili le informazioni consuntivate dei redditi dell’anno 2016 o, nel caso di prima concessione, dell’anno 2017.
Leggi anche:Pensioni, Ape social: Gentiloni firma il decreto. Le richieste entro il 15 luglio
Pensioni, Italia divisa: dall’Inps 1.000 euro per abitante al Sud, 474 al Nord
I requisiti per la pensione dal 2017 in poiContributi volontari per la pensione: quanto e come versarli
Pensioni: il simulatore online INPS per calcolare il costo dell’APe volontaria

La Voce Dei Senior: Pensioni, fra un mese arriva la quattordicesima: l...: La nuova prestazione previdenziale viene estesa con la legge di Bilancio Luglio sarà mese di quattordicesima per 3,4 milioni di pensi...

domenica 28 maggio 2017

Monitorare, prevenire e combattere i discorsi d’odio online

Il bando è finalizzato a sostenere progetti nel campo della lotta ai discorsi di odio online, per meglio comprenderli, monitorarli, prevenirli e combatterli. Saranno finanziati: - Progetti volti a comprendere e contrastare espressioni di odio online su piattaforme sociali/aziende IT: studi di come le espressioni di odio si sviluppano sui social media, strumenti di monitoraggio, raccolte dati, analisi delle tendenze e miglioramento della trasparenza (come un follow-up del codice di condotta per la lotta alle espressioni di odio illegale on-line). - Progetti finalizzati allo sviluppo di capacità della società civile per contribuire alla realizzazione del Codice di condotta per contrastare espressioni di odio illegale on-line e di formazione del relativo quadro giuridico. - Progetti sullo sviluppo di narrazioni equilibrate online per promuovere lo sviluppo del pensiero critico degli utenti di Internet (come follow-up del Colloquio annuale sui diritti fondamentali del 2016). - Progetti che mirano ad affrontare discorsi d’odio online contro i giornalisti, raccolta di dati relativi ad abusi online contro gli attori dei media e analisi dei suoi effetti sul dibattito democratico (come follow-up del Colloquio annuale sui diritti fondamentali del 2016). Stanziamento complessivo: 1.500.000 di euro. Stanziamento individuale: La sovvenzione richiesta per il progetto non può essere inferiore a 75.000 euro. Il contributo UE può coprire fino all’80% dei costi totali ammissibili del progetto. BENEFICIARI Amministrazioni locali, Amministrazioni nazionali, Amministrazioni Regionali, Organizzazioni internazionali, Organizzazioni non profit
ENTE FINANZIATORE Commissione Europea - DG Giustizia RIFERIMENTI

SCADENZA 29/06/2017





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giovedì 11 maggio 2017

Resoconto "mi sono sognato la funivia" ai Laghi di Monticchio

Ci siamo presi qualche giorno di riflessione prima di uscire nuovamente pubblicamente per tirare le somme dell’evento “Mi sono sognato la funivia” che ha visto protagonisti i Laghi di Monticchio nelle giornate del 6 e 7 Maggio. Questo ritardo è dovuto essenzialmente alla scelta dei contenuti da diffondere nel post evento. Due erano le opzioni disponibili: far trasparire lo scoramento per l’abbandono perpetrato ai danni del comitato civico Laghi di Monticchio 2019 da parte del Presidente Regionale Marcello Pittella e dall’Assessore Francesco Pietrantuono i quali, durante tutta la loro legislatura, hanno completamente abbandonato Monticchio e i cittadini del Vulture; o tirar fuori tutta la soddisfazione per il successo dell’evento che, grazie al contributo dei circa 50 volontari, ha raggiunto il suo primo obiettivo: ridare splendore al Lago Piccolo e al Parco Archeologico di Sant’Ippolito.
Dopo un’attenta analisi è su questo ultimo messaggio che i componenti del Comitato hanno deciso di puntare: abbandonare per l’ennesima volta Monticchio, dopo l’ennesimo intervento spot, soltanto per l’assenza ingiustificata delle istituzioni regionali, significava darla nuovamente vinta a chi, per svariati motivi, vuole che su Monticchio cali nuovamente l’oblio. Per questo ci siamo detti: “non saranno le assenze a fermare il Comitato”.
Detto ciò, innanzitutto ci preme ringraziare tutti i volontari per aver dedicato il proprio tempo con smisurata abnegazione ai lavori di pulizia, i Comuni di Rionero e Atella e i rispettivi Sindaci per il supporto materiale all’evento attivandosi affinché tutto si svolgesse per il meglio, la Polizia Locale di Rionero, le attività commerciali e tutti coloro che si sono spesi per l’evento. Assente giustificato il Sindaco di Melfi Livio Valvano che ha assicurato la propria presenza alle prossime iniziative che il Comitato deciderà di portare avanti. Assente ingiustificati il Presidente Marcello Pittella e l’Assessore Regionale Francesco Pietrantuono. Quest’ulitmo dopo un’iniziale disponibilità, sostegno e apertura alle proposte degli organizzatori dell’evento, ha preferito disertare negando addirittura l’invio di un suo delegato. Un atteggiamento ostile ed a tratti incomprensibile da parte di chi, nel passato, si è speso fortemente per Monticchio.
Tra mille dubbi, abbiamo deciso di proseguire con fermezza questo viaggio affinché le istituzioni a tutti i livelli si decidano, ognuna per la propria parte, a fare quel che si deve per Monticchio. Da parte nostra, già da diverse settimane abbiamo interloquito con le istituzioni e alcuni uffici regionali per segnalare i problemi più impellenti che attanagliano la località turistica. Grazie all’impegno di tutti i componenti del comitato, ci è stato finalmente effettuato un sopralluogo da parte dei tecnici della Regione e della Provincia per lo sblocco del canale di collegamento tra il Lago Grande e il Fiume Ofanto che, a causa del suo malfunzionamento, ha portato alla quasi distruzione dell’intera battigia del lago grande, e delle numerose piante pericolanti che creano un importante problema per la sicurezza al traffico veicolare e alle persone.
Come Comitato nelle prossime settimane chiederemo ufficialmente un incontro con tutte le istituzioni per riportare nuovamente sul tavolo di discussione le problematiche della località e provare a proporre delle soluzioni. Invitiamo ufficialmente sin da ora l’Assessore Pietrantuono a venire a Monticchio per rendersi conto personalmente della situazione che vige a Monticchio (che probabilmente già conoscerà ma siamo disponibili ad accompagnarlo). Chiediamo pubblicamente l’intervento del Prefetto Dott.ssa Giovanna Stefania Cagliostro affinché si possa ripristinare quanto prima la legalità a Monticchio per mezzo di tutti gli strumenti a propria disposizione poiché non si può più sottacere ad una situazione di completa anarchia che vige ai Laghi di Monticchio. Chiediamo che la Provincia, per mezzo dei propri consiglieri, continui, come sta già facendo, a tenere alto il livello di attenzione sulla località così come richiediamo che i consiglieri regionali, diretta espressione dell’elettorato regionale, in particolare quelli dell’Area del Vulture (Pietrantuono, Leggieri, Miranda Castelgrande, Mollica, Pace) si prendano l’impegno di portare avanti la causa stimolando l’istituzione del “Parco del Vulture”, ente resosi ormai necessario viste le numerose difficoltà riscontrate anche dal costituendo Comitato per organizzare le giornate di pulizia.
Uffici e dirigenti regionali, Area Programma, Carabinieri Forestali: ognuno per le proprie competenze, facciano la loro parte.
Come già anticipato, le iniziative del Comitato non si fermeranno: il 27 e 28 Maggio saremo nuovamente ai Laghi per ridare dignità alla passerella sul Lago Piccolo ed effettueremo, in accordo con i comuni, dei piccoli lavori di ripristino delle staccionate ormai distrutte. Piccoli interventi che speriamo presto diano grandi risultati come già accaduto con gli amici delle Cascate di San Fele “U Uattenier”: è dalla loro bravura che vogliamo imparare, è dai loro successi che ci vogliamo far ispirare, è ai loro risultati che vogliamo arrivare.


FONTE LA SIRITIDE.it


martedì 2 maggio 2017

Riflessioni sulle Primarie Pd

Nota a firma di Giuseppe Brescia

                                                                                                                                 

"Di seguito riceviamo e pubblichiamo nota a firma di Giuseppe Brescia, già parlamentare e sindaco di Melfi, sull'esito delle primarie PD.
"Due milioni di elettori hanno sancito la vittoria (71%) di Renzi, con buon risultato di Orlando (21%) e con l' 8% a Emiliano.
Primarie Pd © web

Matteo Renzi è legittimamente Segretario.
Lo riconosco anche mio Segretario, benchè io abbia votato per Orlando.
Anche se con minore affluenza rispetto al 2013, abbiamo tutti scritto una ulteriore bella pagina di DEMOCRAZIA REALE e non virtuale.
Ho ascoltato in TV le dichiarazioni dei tre candidati e devo esprimere apprezzamento per loro.
Renzi, rinfrancato dal risultato e memore delle cose passate, a me è sembrato, saggiamente,
1) meno rottamatore e più costruttore;
2) meno "grillino" e più "Politico";
3) meno estemporaneo e più riflessivo;
4) meno "io" e tanto "noi", in senso inclusivo di tutti.
Ora si dedichi al Partito sapendo che, per non ripetere gli errori del passato, come un buon padre di famiglia ha bisogno di tutti, anche della minoranza.
E' un nuovo inizio, come dice Renzi, dove il foglio bianco sia scritto da tutti, con umilità e responsabilità, senza imposizioni o ricatti, ma con disponibilità e rispetto reciproco.
Orlando, non solo riconosce il risultato delle primarie, ma ribadisce la volontà di contribuire, con le sensibilità politiche a lui vicine, a superare le frizioni interne al Partito, in un confronto leale, intorno all'dea di un PD aperto, inclusivo e costruttore di un centrosinistra unito da scelte programmatiche capaci di governare l'Italia anche dopo le elezioni del 2018.
Emiliano, pur con uno spirito più "populista", intende contribuire a sollecitare attenzione per il Mezzogiorno d'Italia, non lagnoso, ma artefice del suo futuro.
Risultati a Melfi:
1.064 votanti (circa il 10% degli elettori) - media superiore a quella nazionale.
Orlando: 479 (46,64%)
Renzi: 456 (44,40%)
Emiliano: 92 (8,96%)
Nulle: 34
Bianche: 3
E' un bel risultato che premia una giovane e unita classe dirigente (tutte le mozioni) che, unitariamente e facendo gioco di squadra, ha saputo contribuire all'ottimo risultato delle elezioni amministrative.
Di questa squadra fa parte anche Angela Di Lalla, candidata nella lista di Orlando, che con la sua intelligenza politica e la disponibilità, ha contribuito al raggiungimento dei risultati.
L'esito delle primarie conferma l'orientamento espresso dal voto degli iscritti di Melfi e riconferma la legittimità politica di un ottimo Segretario di Circolo, Michele D'Adamo, che, pur nelle diversità di vedute, riesce sempre ad ascoltare concretamente e tenere insieme il Partito. BRAVO!
Confermo la mia idea che Melfi è un esempio da seguire e tenere fortemente in considerazione, anche dal Partito di Basilicata.
Non conosco ancora i risultati della nostra regione. Una cosa, però, mi sento di ribadire: anche qui non c'è spazio per "un uomo solo al comando".
Il Partito non è proprietà di alcuno, nè tra i renziani, nè tra i sostenitori di Orlando o Emiliano, ma una grande comunità politica di cui tenerne conto.
Anche chi istituzionalmente dirige la Regione non può non tener conto degli orientamenti del PD e del resto del centrosinistra, presenti ed espressi in Consiglio regionale. Non si ripetano gli errori nazionali.
Per questo ora Renzi, rieletto Segretario del Partito, si spenda perchè si giunga, prima dell'estate, al Congresso del PD di Basilicata, si eleggano il nuovo Segretario e gli organismi provinciali e regionali.
Serve al PD e serve al Governo della Regione  "                                     
FONTE
Politica
Melfi lunedì 01 maggio 2017
di La Redazione

lunedì 1 maggio 2017

Primarie PD: i dati definitivi in Basilicata

<SAN FELE VOTANTI 709
EMILIANO 593
ORLANDO 8
RENZI 93
SCHEDE BIANCHE e/o nulle 15>




by TRM TV -Renzi vince le primarie del Pd. “Un gigantesco grazie a tutti”, dice. Circa due milioni di militanti si sono recati nei  diecimila seggi dislocati su tutto il territorio nazionale per votare il nuovo segretario del Pd. L’ex premier incassa una larga maggioranza oltre al 71,1 per cento. Orlando raggiunge il 21,1. Emiliano il 7,8%. In Basilicata 41.519 i votanti, in aumento rispetto alle primarie dell’8 dicembre 2013, quando furono 32.777. Matteo Renzi ha vinto le primarie del Pd in Basilicata ottenendo 24.558 voti, pari al 62,31 per cento. Alle spalle di Renzi è giunto Michele Emiliano (9.676 voti, pari al 24,55 per cento); terzo Andrea Orlando (5.166 voti, pari al 13,11 per cento). In provincia di Potenza, Renzi ha ottenuto 18.255 voti (62,28%), seguito da Emiliano con 8.277 voti (28,24%) e da Orlando con 2.777 voti (9,47%). In provincia di Matera, Renzi ha vinto con 6.303 voti (62,39%); secondo posto per Orlando con 2.389 voti (23,65) e terzo Emiliano con 1.399 voti (13,85). I votanti nel Potentino sono stati 30.912, nel Materano 10.607. Nella città di Potenza (votanti 3.111), Renzi ha ottenuto 1.912 voti (65,95%), Emiliano 786 (27,11%) e Orlando 201 (6,93%). A Matera (votanti: 2.973) Renzi ha ottenuto 1.678 voti (60,29%), seguito da Orlando con 786 voti (28,24) e da Emiliano con 319 voti (11,46%). A Potenza nelle primarie del 2013 i votanti furono 2.916; a Matera, al contrario, i votanti furono 3.192). Secondo quanto si è appreso nella sede della Basilicata del Pd, fra le curiosità maggiori vi è quella di San Mauro Forte (Matera), dove i quattro votanti alle primarie si sono espressi tutti per Renzi. Nel Potentino, a Castelluccio Inferiori e a Castelluccio Superiore, Renzi ha ottenuto il 95 per cento e il 92 per cento dei voti





venerdì 14 aprile 2017

Iscritti AIRE, IMU casa dovuta

Unica abitazione in Italia tassata come seconda casa per il residente all'estero iscritto all'AIRE.

Sono un pensionato iscritto AIRE e residente in Romania. Posseggo un’abitazione popolare in Italia e non ho altri beni né in Italia né all’estero. Mi dicono che il mio immobile è considerato seconda casa. E’ vero?
Domanda di: Piero M.
Se risulta residente all’estero in quanto iscritto all’AIRE, la sua casa in Italia non può risultare come abitazione principale, perché non corrisponde alla sua residenza, di conseguenza è vista come seconda casa. L’abitazione principale, infatti, deve essere quella in cui si ha anche la residenza.
In caso contrario, una casa di proprietà, pur se di tipo residenziale, viene considerata come seconda casa (immobile diverso dall’abitazione principale), almeno ai fini fiscali. Per intenderci: per la sua casa italiana, nella quale lei non è residente, pagherà l’IMU come seconda casa. Per quanto riguarda invece la TASI, dal 2016 è previsto l’esenzione per chi possiede una sola unità immobiliare e risiede all’estero con iscrizione AIRE:

=> Esenzione TASI iscritti AIRE

In generale, ricordiamo che anche gli iscritti all’AIRE possono comunque mantenere la residenza fiscale in Italia:

=> Residenza fiscale: come evitare la doppia imposizione

giovedì 23 marzo 2017

WELFARE, INCONTRO IN REGIONE

        
Un momento dell'incontro sul WelfareUn momento dell'incontro sul Welfare
 

Per valutare lo stato di attuazione della riforma dei servizi socio assistenziali territoriali e per definire il percorso ed il crono programma attraverso i quali superare le criticità ancora presenti e governare il periodo di transizione dal vecchio al nuovo assetto istituzionale, organizzativo e programmatico territoriale, si é tenuto questa mattina nella Sala Verrastro della Regione, un incontro al quale hanno preso parte il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, l’assessore regionale alle Politiche per la Persona, Flavia Franconi, i rappresentanti di Anci Basilicata, i sindaci ed i tecnici di riferimento dei Comuni capofila dei nuovi Ambiti socio territoriali.

Ad introdurre i lavori l'assessore Franconi, la quale ha evidenziato, anzitutto, la necessità di colmare con urgenza alcuni ritardi che si sono verificati nella costruzione del nuovo assetto istituzionale territoriale dei servizi sociali e socio sanitari, approvando quanto prima le nuove convenzioni intercomunali di Ambito, propedeutiche alla costituzione degli Uffici di Piano ed alla nuova programmazione territoriale. Ciò sia per far sì che tutto il sistema integrato regionale dei servizi socio assistenziali possa uscire dalla fase di transizione che tuttora permane - e che può determinare criticità per la continuità di erogazione di servizi essenziali al cittadino nonché per i rapporti tra gli enti titolari dei servizi ed i soggetti erogatori dei servizi stessi - sia per l’effettivo avvio dei nuovi programmi di intervento, già finanziati, come il piano regionale straordinario sulla disabilità, oppure attualmente in corso di acquisizione di finanziamenti comunitari e nazionali, come i progetti di sostegno all’inclusione attiva o i programmi sul “Dopo di noi".

Il Presidente Pittella ha sottolineato la necessità della massima collaborazione istituzionale tra Regione ed Enti locali rispetto ad un crono programma certo che porti alla piena attuazione degli atti di programmazione regionale adottati fin dalle Linee guida del luglio 2015 e dal piano di indirizzi del marzo 2016, per l’esecuzione dei quali, però, "la Regione - ha detto il governatore lucano - non può sostituirsi alla competenza diretta ed esclusiva dei Comuni. E’ inoltre indispensabile - ha aggiunto Pittella - che Regione e Comuni governino assieme il periodo di transizione, anzitutto per garantire la continuità dei servizi essenziali ai cittadini ed anche per dare certezza, attraverso delle gare ponte per l’affidamento dei servizi, di corretta relazione amministrativa con i soggetti erogatori dei servizi stessi. Si tratta, in sostanza, di assumere un impegno collettivo e condiviso rispetto all’attuazione di un percorso che porti nel più breve tempo possibile, ad uscire dalla fase transitoria verso il nuovo assetto istituzionale e funzionale. La Regione, per suo conto, si impegna a continuare e a rafforzare la funzione di regia, di coordinamento e di affiancamento sino ad ora svolta anche, ove richiesto, attraverso modalità di auditing dei singoli Ambiti, e a sostenere, ove richiesta - ha concluso - la relazione degli Enti Locali con la parte datoriale del Terzo settore e con le organizzazioni sindacali nel percorso transitorio".

Dopo gli interventi dei sindaci presenti si è convenuto che "Entro il 31 marzo prossimo ci si impegna a convocare in ciascun Ambito tutti i Consigli comunali per l’esame e l’approvazione delle Convenzioni intercomunali che istituiranno formalmente gli Ambiti stessi, formalizzeranno l’individuazione dei Comuni capifila, istituiranno i nuovi Uffici di Piano e regoleranno le nuove relazioni istituzionali tra i Comuni convenzionati per l’erogazione associata dei servizi previsti dai nuovi Piani sociali e socio sanitari; il 30 giugno prossimo ci si impegna ad adottare i Regolamenti intercomunali, ivi compreso il regolamento di funzionamento dell’ Ufficio di Piano di Ambito, e a costituire gli Uffici di Piano, soggetti indispensabili per la formazione, anche attraverso i focus territoriali tematici, della nuova programmazione dei servizi, a sua volta necessaria alla definizione delle nuove gare di affidamento.

Al contempo, sulla base dei vecchi Ambiti e della configurazione attuale dei servizi, dovranno essere velocemente bandite delle gare – ponte per l’affidamento dei servizi sino al 31 dicembre 2017, ponendo come traguardo il 1 gennaio 2018 quale decorrenza delle gare basate sulla nuova programmazione. La fase transitoria non riguarda i Comuni di Potenza e Matera, Ambiti mono comunali che non necessitano del percorso convenzionale e che possono procedere immediatamente alla costituzione degli Uffici di Piano e alla formazione della nuova programmazione. Per ciò che attiene i nuovi programmi, quali, ad esempio, il piano regionale straordinario sulla disabilità, i programmi Sia (sostegno inclusione attiva) e quelli relativi al “dopo di noi", non vi è, ovviamente, necessità di affidamenti transitori, ma possono, una volta formalizzate le convenzioni, essere realizzati sulla base dei nuovi Ambiti con affidamenti a regime.
FONTE      AGR

martedì 21 marzo 2017

Allarme cinghiali in città: da Roma a Bari si grida all'invasione



Dopo l'incidente mortale causato da un cinghiale, Roma pensa alla sterilizzazione. Avvistamenti in aumento anche in altre città


Da pochi esemplari ad una vera e propria invasione: cresce la paura dei cinghiali in diverse città italiane. L’ultimo grave incidente causato da questi animali selvatici è avvenuto a Roma, dove un motociclista di 49 anni ha perso la vita in seguito allo scontro con un cinghiale in via dell’Inviolatella Borghese, una stradina all’interno dell’omonimo parco, in zona Cassia. Il motociclista si è trovato di fronte l’animale, sbucato all’improvviso da una macchia di verde a bordo strada. Il violento impatto ha scaraventato l’uomo per terra, causandogli gravi lesioni alla testa, risultate fatali.
Il Codacons ha chiesto alla Procura di aprire un’indagine sull’episodio, verificando le responsabilità del Comune di Roma, dei vigili urbani e delle Guardie zoofile.
Da tempo i cittadini lamentano una presenza crescente di cinghiali nella capitale, e temono per la propria incolumità. Stando a quanto denuncia il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, Roma è diventata uno “zoo a cielo aperto, con animali selvatici, maiali e topi che si aggirano indisturbati nelle aree urbane”.
Mentre il Campidoglio starebbe vagliando l’ipotesi di utilizzare un immunovaccino per la sterilizzazione dei cinghiali, Coldiretti diffonde cifre allarmanti, dichiarando che negli ultimi 10 anni il numero degli ungulati presenti sul territorio nazionale è raddoppiato, toccando il milione di capi. Oltre ad essere pericolosi per l’uomo, questi esemplari selvatici provocano ingenti danni all’agricoltura, che ammontano a 100 milioni di euro l’anno.
Il problema della presenza dei cinghiali è molto sentito anche in Liguria, dove le denunce dei cittadini relative alle invasioni degli ungulati e ai pericoli che comportano sono ormai all’ordine del giorno. A Genova, nei giorni scorsi è stato firmato un protocollo d’intesa tra Regione e Comune, che prevede reti di protezione metalliche ed elettriche nei punti di passaggio degli animali selvatici, monitoraggio dei rifiuti, un numero verde regionale per segnalare la presenza di cinghiali in città e sanzioni a chi darà da mangiare agli ungulati.
In Toscana, dopo l’approvazione della legge regionale sul contenimento degli ungulati, sono stati abbattuti centomila esemplari nel 2016, oltre ventimila in più del 2015. La legge è stata approvata un anno fa per contenere la popolazione di cinghiali, caprioli, cervi e daini attraverso un’intensificazione delle attività di caccia nelle aree agricole, identificate come “non vocate”.
I cinghiali sono sempre più diffusi anche in Puglia, dove potrebbero essere diverse migliaia. A Bari, alcuni cittadini hanno ripreso con il cellulare due cinghiali di grosse dimensioni, avvistati per le strade del quartiere periferico San Paolo. L’avvistamento degli ungulati che scorrazzano in città non è stato però il primo. Stando a quanto ha dichiarato il comandante della Polizia locale, Nicola Marzulli, i cinghiali si sono insinuati nel comprensorio di case popolari, compreso tra viale Viale Europa e via Don Gnocchi.

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domenica 12 marzo 2017

MANIFESTO DEGLI ANZIANI, ULTIMO PILASTRO CHE REGGE LA DEMOCRAZIA

Prima di oggi, della condizione dei vecchi non mi importava nulla. E non avrei mai scritto il Bestiario che sto scrivendo. Ma desso molti media si occupano di loro, anzi di noi, Sulla Stampa di giovedì 9 marzo c’era un ottimo articolo scritto da Paolo Baroni. Titolo: “Sempre più anziani, ma lo Stato li dimentica. Siamo i più vecchi d’Europa, però i fondi per l’assistenza calano e le famiglie si indebitano per pagare badanti. Sale la protesta”.
A corredo dell’articolo venivano riportati alcuni dati statistici. Nel 2016 la vita media dei maschi italiani è stata 80 anni e sei mesi. Quella delle donne di 5 anni più lunga: 85 e un mese. La popolazione italiana vede 13 milioni e mezzo di nostri connazionali con più di 65 anni. I novantenni sono 727.000, 10 anni fa erano soltanto 466.000. Possiamo contare persino su 17.000 ultracentenari.
Qual è la condizione pubblica di tanti anziani?
[…] Leggo 10 quotidiani al giorno e li vedo prigionieri, sia pure con intonazioni diverse, della stessa litania. Che cosa recita? Prima di tutto sostiene che gli anziani sono colpevoli in blocco di un reato nefando: stanno rubando ai giovani il loro futuro e spesso anche il loro presente. Questi sfruttatori con i capelli bianchi occupano i posti di lavoro che dovrebbero essere lasciati liberi per i ventenni. Ragion per cui la disoccupazione giovanile in Italia è la più alta in Europa ed è arrivata a una quota spaventosa: il 40% e forse di più.
E’ una favola, naturalmente. Molti giovani non trovano un lavoro perché non ne sanno fare nessuno e non sono stati convinti, oppure obbligati, a impararne uno. Ma da questa verità banale discendono altre assurdità. A cominciare da quelle che gli italiani non fanno più figli e sono la popolazione meno prolifica in Europa. La colpa di chi è? Dei maledetti anziani che spingono le coppie in età fertile a non darsi da fare, poiché i vecchi si sarebbero divorati tutte le speranze.
La realtà, per come la vedo io, è molto diversa. In Italia, ma non soltanto da noi, i vecchi sono diventati l’ultimo pilastro di popolo che regge la democrazia. Per averne una prova, basta vedere alla Tv quale servizio su una assemblea di partito o sul comizio dio un leader. In platea spiccano soltanto capelli bianchi. L’ho notato per l’ennesima volta venerdì sera al Lingotto di Torino. Sul palco si affannava Matteo Renzi, un quarantenne in cerca di rivincita e di vendette. Ma aveva di fronte un pubblico di signore e signori non molto più giovani del suo babbo Tiziano.
Gli anziani nel 2017 li sento parlare al bar del mio paese, la mercato, nei negozi, in treno. Non sono affatto depressi. Anzi, mi sembrano molto incazzati. Della vita pubblica italiana sanno tutto e potrebbero prendere il posto delle tante giovani facce di gomme che intasano i talk show della televisione pubblica e privata. E i loro giudizi, ma dovrei dire i loro verdetti, risultano implacabili e senza sconti.
I partiti italiani, tutti, di sinistra, di centro, di destra, compresi i tanto vituperati populisti, si sono dissolti o stanno sparendo. Molto presto, il 2 novembre, giorno dei Morti, verrà dedicato a un cadavere illustre anche se nauseante: la Casta italica altrimenti detta la Partitocrazia del tempo che fu. […]











La Voce Dei Senior: MANIFESTO DEGLI ANZIANI, ULTIMO PILASTRO CHE REGGE...: […] Prima di oggi, della condizione dei vecchi non mi importava nulla. E non avrei mai scritto il Bestiario che sto scrivendo. Ma desso mo...

mercoledì 8 marzo 2017

Movimento oudoor nelle AREE PROTETTE lucane






L’affascinante paesaggio lucano, permanentemente offerto agli occhi del viaggiatore, ha molto da offrire a chi ama le attività all’aria aperta.

Camminare è un esercizio outdoor piacevole e sano, il modo ideale per godersi la natura. Nella parte nord-orientale della regione, i paesaggi del Vulture fanno da quinta a luoghi dove è impossibile sottrarsi al relax e alla meditazione, ad esempio la rete sentieristica della Riserva di Grotticelle di Monticchio, consente di raggiungere i “gemelli del Vulture”, incantevoli laghi originati da piccoli crateri, separati da un istmo e avvolti da una cornice verde affascinante.

I “gemelli del Vulture” (Ph Andrea Perciato, Guida GAE)
Al notevole patrimonio vegetale non si sottrae di certo il S.I.C. Monte Li Foi e le zone umide dei laghi Romito e Scuro, oltre alle vetuste faggete poste in prossimità del Piano della Nevena.
 Nei luoghi di Federico II si può seguire il Sentiero Lucano nr 101, che ripercorre l’antica via di comunicazione tra Melfi, Rapolla, Rionero in Vulture, l’Abbazia di San Michele e i laghi di Monticchio, attraversando castagneti, querceti, formazioni boschive di pioppo, aceri e abeti. Gioiello del Vulture è anche il torrente Bradano, che ha dato origine a splendide cascate nel territorio di San Fele, rese fruibili da alcuni percorsi naturalistici.


LINK :http://www.trekking.it/reportage/movimento-oudoor-nelle-aree-protette-lucane.html

martedì 7 marzo 2017

Non un reddito di meno: speciale Quaderno sul reddito di base per l’8 marzo





 Reddito di base per l’autodeterminazione. Numero speciale per lo Sciopero delle donne dell'8 marzo 2 017




RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO.

Uno speciale Quaderno per il Reddito (QR), a cura del BIN Italia, dedicato alla giornata dello sciopero globale delle donne dell’8 marzo 2017. Dalla quarta di copertina: 
Per reclamare solidarietà sociale, non familiare! Un reddito che sia garanzia di dignità, autonomia, libertà di scegliere. Contro la violenza sulle donne, che è anche violenza economica, determinata dalla divisione sessuale del lavoro, dalla precarietà delle condizioni lavorative, dal misconoscimento del peso sociale delle donne, del loro fondamentale contributo alla produzione sociale. Non un sussidio, una graziosa concessione, ma la giusta remunerazione del valore prodotto. Le donne rivendicano il diritto a un reddito di autodeterminazione e indicano così la strada giusta per sottrarsi allo sfruttamento e a una violenza che è strutturale al sistema.


From: BIN Italia

Sent: Monday, March 06, 2017 11:16 PM


Subject: Non un reddito di meno: speciale Quaderno sul reddito di base per l’8 marzo