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giovedì 7 settembre 2017

La Voce Dei Senior: Bollette, attenti alla truffa del Pod: come funziona

Una nuova truffa rischia di mietere nuove vittime tra gli italiani, spesso anziani, che in buona fede o per distrazione non prestano molta attenzione e si ritrovano abbonati a sorpresa a nuovi servizi di energia elettrica e gas senza mai averne fatto richiesta.
Si tratta della cosidetta “truffa del POD”, con inconsapevoli utenti che vengono raggirati per telefono o addirittura sul pianerottolo di casa, allettati dall’ipotesi di poter risparmiare sulle bollette: ecco come funziona la truffa e come fare per evitare brutte sorprese.
COME FUNZIONA – POD e PDR sono rispettivamente i codici identificativi dell’utenza di luce o gas, solitamente riportati nella parte superiore della bolletta. Insieme ai dati personali dell’utente, sono proprio questi codici a consentire ai truffatori di intestare sul filo della legge al cittadino ignaro nuove tipologie di contratto o, addirittura, a permettere il cambio di gestore. Approfittando della buona fede degli utenti meno accorti, i malfattori tenteranno quindi di carpire questi dati per truffarli. Come? Ci sono due modi: al telefono, attraverso un call center, o letteralmente sul pianerottolo di casa.
AL TELEFONO –  La vittima prescelta del raggiro viene contattata telefonicamente da un call center che, a nome di un generico “principale gestore italiano di luce (o gas)”, ha bisogno di un chiarimento sui dati dell’utente e sui suoi codici identificativi. Il motivo? L’utente, sempre secondo l’addetto al call center, “paga troppo”. Da qui la richiesta: “Se mi fornisce il codice facciamo un controllo, rimettiamo a posto le cose e le applichiamo una tariffazione più conveniente”. Inutile dire che si tratta di un falso e che la generica “azienda” sta solo tentando di fregare il povero malcapitato. Cosa fare quindi? Semplicemente evitare sempre di fornire dati sensibili e codici utente, salutare e attaccare subito il telefono. L’azienda fornitrice delle utenze, infatti, è già al corrente di questi dati e non chiamerà mai per chiederveli nuovamente. Ma non basta. In certi casi infatti, soprattutto quando le telefonate sono fin troppo numerose, è bene avvertire dell’accaduto la società di luce o gas, che provvederà a segnalare gli episodi alle autorità competenti.
SULLA PORTA DI CASA – Solitamente giovani, ben curati, sorridenti e dotati di una buona parlantina. A chi non è mai capitato di ricevere una visita da parte di ragazzi (maschi in maggioranza) che, con modi garbati e tanta gentilezza, si presentano come ‘addetti’ o ‘operatori’ dell’azienda del gas o della luce? Magari anche dotati di cartellino di riconoscimento che tuttavia, guarda caso, non corrisponde quasi mai alla società che viene menzionata alla presentazione. Ebbene, come dietro alla cornetta telefonica, così anche dietro un sorriso può nascondersi un pericolo. La tecnica è la stessa del call center: chiedere di vedere l’ultima bolletta dell’energia o del gas per capire se l’importo sia anomalo e se, in alcuni casi, sia presente sulla fattura un codice non meglio specificato, indice che l’utente ancora una volta sta pagando troppo. Una rapida occhiata e il gioco è fatto.
COME DIFENDERSI– È solo necessario non consegnare mai la bolletta con allegati codice POD o PDR a chi abbiamo davanti né tantomeno firmare qualsivoglia documento anche se al momento può sembrare incredibilmente vantaggioso: basta pochissimo infatti perché si caschi in un vortice di contratti non richiesti, stipulati con gestori mai contattati, dal quale è poi difficilissimo uscire. Almeno senza pagare penali.
In collaborazione con Adnkronos
La Voce Dei Senior: Bollette, attenti alla truffa del Pod: come funzio...: Basta fornire i dati del POD e del PDR per cadere nella truffa della bolletta elettrica e del gas Una nuova truffa rischia di mietere n...

Abbattere un albero senza permesso che cosa succede?







Ma cosa succede se si taglia un albero senza la dovuta autorizzazione? Come premesso, sono previste sanzioni fino a 498 euro per ogni pianta abbattuta senza permesso. In più vi è l’obbligo di sostituire l’albero e ogni ufficio del Verde può pretendere richieste particolari.
Per esempio, un cittadino di Parma che ha abbattuto (nella sua proprietà privata) due alberi dal tronco di 135 e 180 cm, non solo ha dovuto sostenere una multa di circa 350 euro ma ha dovuto provvedere alla messa a dimora di 32 nuovi alberi nell’area in cui sono state tagliate le due prime piante.
Chiunque può segnalare un abuso. Qualsiasi cittadino può denunciare chi esegue un abbattimento senza permesso

Read more at https://www.ideegreen.it/permesso-per-abbattere-un-albero-90035.html#TLLbsBr

giovedì 24 agosto 2017

STORIA DI SAN FELE. Riscoprire la storia per aprirsi ad un nuovo presente e un nuovo futuro

FOCUS  BY EMAIL  scrivere a anzianiinpiazza@libero.it


San Fele è un comune di circa 3.500 abitanti della provincia di Potenza. È situato nella parte Nord-Occidentale della Basilicata e fa parte della Comunità Montana del Vulture. È un comune prettamente rurale. Ricordato per la nascita di San Giustino de Jacobis e per la presenza di uno dei maggiori santuari lucani: Santa Maria di Pierno. Come tutti i paesi del Mezzogiorno, San Fele ha subito una forte emigrazione, che si può suddividere in due fasi. La prima quella che va dalla seconda metà del XIX secolo al Primo Dopoguerra. In questa circostanza le mete erano oltre oceano, ossia l’America (in particolare Brasile, Argentina, Stati Uniti e Canada)La seconda invece va dal Secondo Dopoguerra fino al giorno d’oggi. Nei primi decenni, cioè quelli del Boom Economico, le famiglie si trasferirono soprattutto verso Svizzera (in particolare nei dintorni di Lucerna e Zurigo) Germania, Belgio e Nord-Italia (in particolare Piemonte, Lombardia e Toscana). L’emigrazione degli ultimi anni è costituita da giovani che raggiungono le più importanti città italiane (in particolare Torino, Milano, Firenze, e Roma)Storia del paese
Nel lontano 1139, il paese divenne una Baronia ed ebbe il suo stemma: uno scudo sannitico su cui sono disegnati tre monti.
Il territorio del comune di San Fele, in epoche lontane, prima che vi fossero costruiti il castello (969 d.C) e le abitazioni (1036 – 1037 d.C) fu abitato dagli Ausoni, un popolo che si pensa provenisse dall’Asia.
La Voce Dei Senior: STORIA DI SAN FELE. Riscoprire la storia per aprir...: FOCUS  BY EMAIL  scrivere a anzianiinpiazza@libero.it San Fele è un comune di circa 3.500 abitanti della provincia di Potenza. È situ...

La Voce Dei Senior: STORIA DI SAN FELE. Riscoprire la storia per aprir...

La Voce Dei Senior: STORIA DI SAN FELE. Riscoprire la storia per aprir...: FOCUS  BY EMAIL  scrivere a anzianiinpiazza@libero.it San Fele è un comune di circa 3.500 abitanti della provincia di Potenza. È situ...

mercoledì 19 luglio 2017

Terremoto Amatrice, come all’Aquila c’è imprenditore che ride pensando ai futuri affari

(ANSA) Anche il terremoto del Centro Italia del 2016, come quello dell’Aquila sette anni prima, con Francesco Piscicelli, fa registrare un imprenditore che ride: si tratta di Vito Giuseppe Giustino, 65enne di Altamura (Bari), presidente del consiglio di amministrazione della società cooperativa l’Internazionale, intercettato nella nuova inchiesta della procura dell’Aquila su presunte mazzette nella ricostruzione pubblica. Nell’ordinanza il Gip scrive: “RIDE”.
L’uomo, ai domiciliari, annuisce e ride parlando delle future commesse, in particolare ad Amatrice.
Giustino sta al telefono con il geometra della sua stessa ditta, Leonardo Santoro, anche lui ai domiciliari. Santoro – si legge nell’ ordinanza – gli racconta quello che ha detto a Lionello Piccinini, dipendente del Mibact Abruzzo, a sua volta ai domiciliari, dopo il terremoto di Amatrice: “Se ti posso essere utile, voi fate l’elenco, mo’ dovete fare uno screening dei beni sotto vostra tutela: se vi serve qualcosa per i puntellamenti, via dicendo, noi siamo a disposizione”, racconta Santoro a Giustino, che ride più volte.
“Siamo strutturati, abbiamo una struttura potentissima e abbiamo bisogno di fare qualcosa per tenerci attivi. Abbiamo chiuso un po’ di cantieri e abbiamo diciamo una cinquantina di unità lavorative che non so dove c…o mandarle”.

mercoledì 12 luglio 2017

Mons. francesco Antonio Frascella


<Pezzi di storia di San Fele e delle sue personalità 

Mons. Francesco Antonio Frascella, arcivescovo di Mira>


MonsFrascella nasce a San Fele, presumibilmente nei primi anni del secolo XVII. Non vi sono documenti certi che possano certificare la sua data di nascita. Non è noto neppure il nome del padre, quello della madre era invece Rosa, come risulta da una richiesta di aiuti economici in suo favore inoltrata dallo stesso Frascella alla Congregazione di Propaganda Fide nel 1637, prima che partisse per l'Oriente. Intorno al 1620 Padre Frascella entra nei Frati Minori Conventuali nella provincia pugliese dMonsi San Nicola. Terminati gli studi è ordinato sacerdote nel 1627 e viene inviato nel collegio di San Bonaventura in Roma, dove nel 1630 ottiene il dottorato in teologia. Il 30 maggio 1630, insieme al confratello Agelo Petricca da Sonnino, riceve da Propaganda Fide l'incarico di essere inviato a Costantinopoli (l'odiena Istambul), dove l'Ordine Francescano era già presente sin dal 1220 ed amministrava una florida missione. I due prelati arrivono a destinazione agli inizi di settembre nel 1631 con altri due confratelli e da subito iniziono a studiare la lingua del posto, ossia il turco. Pur essendo maestri, non hanno mai voluto godere dei privilegi loro accordati dall'Ordine, rinunziando per questo agli speciali sussidi. Si erano inoltre impegnati tra loro a non separarsi, sia per confortarsi spiritualmente e sia per aiutarsi vicendevolmente in caso di prigionia da parte delle autorità o delle popolazioni locali. Nel 1632 Mons. Frascella e padre Petricca vengono inviati missionari in Valacchia(*) per ricostruire il convento di Târgoviște bruciato dai Tartari. Giunti a Bucarest chiedono ed ottengono il permesso di costruire nella stessa capitale un convento di piccole dimensioni, dove si propongono non solo di assistere spiritualmente i pochi cattolici presenti, ma di convertire la popolazione indigena. Per raggiungere lo scopo prendono contatto con la nobiltà e la gerarchia ortodossa, intavolando con loro anche dispute circa i punti controversi tra le rispettive confessioni religiose. Il progetto però ha vita breve: già nel mese di settembre del 1632 l'instabilità della situazione politica e nuove guerre li costringono a trasferirsi nella vicina Moldavia per tentare una nuova missione. A Iași un nobile greco fa costruire a sue spese una chiesa, che consegna ai francescani perché sia da loro officiata, ma anche lì la situazione presto muta costringendoli a rientrare nuovamente a Costantinopoli nella primavera del 1633. I due missionari fanno quindi ritorno in Turchia per poi recarsi a Roma ed illustrare alla Congragazione di Propaganda Fide i risultati del loro operato e chiedere di essere inviati in Transilvania o in Ungheria, dove sperono di trovare un terreno più fertile per la loro opera missionaria. La relazione, in cui illustrono le prospettive di lavoro missionario nei paesi da loro visitati, viene letta il 21 novembre 1634 al Papa. In seguito a ciò vengono loro assegnate, dal ministro generale dell'Ordine, nuove province, che essi devono evangelizzare insieme ad altri dieci missionari. Il 17 aprile 1634 Padre Petricca è nominato Ministro Provinciale di Ungheria, mentre il 20 gennaio 1635 Mons. Frascella diviene Ministro Provinciale di Transilvania (Romania) e Visitatore e Commissario Generale per le province ultra montane, cum plenitudine potestatis. In quegli anni la Congragazione di Propaganda Fide si stava occupando attivamente anche della cristianità in Giappone, travagliata da notevoli persecuzioni, nell'intento di crearvi una gerarchia ecclesiastica e di istituire un seminario per la formazione del clero indigeno. Mons. Frascella è quindi chiamato segretamente a Roma ed incaricato, insieme a Padre Matheus de Castro Mahale, di una delicata missione in Estremo Oriente dove la chiesa stava subendo l'ingerenza delle corone spagnole e portoghesi e registrava, massimamente in Giappone, le tensioni tra i Gesuiti e gli Ordini mendicanti. Agli sforzi di Propaganda Fide i portoghesi opponevano quindi il loro patronato con l'intento di estendere la propria influenza anche sul Giappone. Morto improvvisamente il domenicano A. delle Piaghe, designato amministratore apostolico della cristianità giapponese, in sua sostituzione viene incaricato Mons. Frascella. Il 14 novembre 1637 il Papa Urbano VIII lo promuove alla sede arcivescovile di Mira e nel concistoro del 16 novembre lo nomina Amministratore Apostolico della diocesi di Funay in Giappone nella massima segretezza affinché la sua missione, unitamente a quella del Padre de Castro, non possa essere scoperta ed ostacolata. Il 26 gennaio 1638 è a Napoli e più tardi si imbarca da Messina per Corfù e Zante. Il 25 settembre è a Candia, ma rimasto senza denaro, torna a Messina. Imbarcatosi successivamente per Malta, dopo un'inutile attesa di mezzi per proseguire il viaggio verso Oriente, torna a Napoli, dove giunge il 9 aprile 1639. Da qui scrive a Propaganda Fide, chiedendo un compagno di viaggio che conosca l'arabo e il turco. Dopo varie difficoltà e peripezie Mons. Frascella il 10 ottobre del 1639, accompagnato da un gruppo di teatini, parte da Livorno, sbarcando ad Alessandretta (Turchia) il 25 dicembre, per dirigersi in Giappone. Prosegue il viaggio attraverso Babilonia, Maskat e Cormoran, per giungere a Goa (in India) il 24 ott. 1640. Turchia La prospettiva di continuare il viaggio fino a destinazione si rivela subito ardua. In Giappone erano stati infatti emanati severi provvedimenti, che vietavano contatti tra i giapponesi e gli europei. La sollevazione di Shimabara del 1637 aveva reso ancor più precaria la situazione dei cattolici e provocato forti restrizioni nei traffici con gli occidentali, ritenendo i missionari cattolici l'avanguardia della politica coloniale portoghese. Mons. Frascella deve quindi restare a Goa, ospitato nel convento dei francescani, i Frati Minori Osservanti. Inoltre, pur essendosi guadagnata la benevolenza delle autorità religiose e civili portoghesi, si rende conto che non gli sarebbe stato mai permesso di recarsi in Giappone.
Tuttavia, data la difficile situazione vigente in Cina, Mons. Frascella decide di attendere di partire e di rimanere ancora a Goa. Ma nel 1649 l'autorizzazione a recarsi in Cina gli viene definitivamente negata dal viceré delle Indie, che gli ingiunge invece di partire per Lisbona. Così dopo alcuni anni, ossia nella primavera del 1653 Mons. Frascella intraprende il viaggio di ritorno per l'Europa. Sbarca a Lisbona, attraversa la Spagna e si dirige a Parigi, dove lo stesso anno muore per cause del tutto sconosciute(1)(2) . ____________________________

mercoledì 5 luglio 2017

Il prefetto di Potenza ai sindaci: molti migranti in arrivo, assicurarne l’accoglienza


I Comuni della provincia di Potenza dove “non sono state attivate strutture per l’accoglienza dei migranti richiedenti asilo” dovranno “assicurare l’accoglienza nei rispettivi territori di numeri contenuti e rapportati alla popolazione”. E’ la richiesta che il prefetto di Potenza, Giovanna Stefania Cagliostro, ha fatto ai sindaci, incontrati in due giorni. Il prefetto ha spiegato che “il fenomeno migratorio in questa stagione estiva sta assumendo proporzioni importanti”. I sindaci hanno dato “ampia assicurazione e disponibilità ad effettuare una verifica delle strutture presenti nei loro territori da destinare all’accoglienza nei termini richiesti dal prefetto”.

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Fisco. In arrivo una lettera dell’Agenzia delle Entrate a 850 cittadini lucani


Su anomalie riferite ai redditi percepiti nel 2013 L’Agenzia delle Entrate invierà una comunicazione (via Pec o posta ordinaria) a oltre 850 cittadini lucani (576 in provincia di Potenza e 297 in quella di Matera) che, “in base ai dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate, nel 2014 non hanno dichiarato in tutto o in parte alcuni redditi percepiti nel 2013”. In un comunicato è specificato che “anche in questo caso, come in passato, ai contribuenti viene data la possibilità, ben prima di un eventuale avviso di accertamento, di giustificare l’anomalia o presentare una dichiarazione integrativa, mettendosi in regola e beneficiando della riduzione delle sanzioni ridotte previste dal ravvedimento operoso”.



martedì 4 luglio 2017

«Anziani di Puglia» Paure per pensioni e lavoro di figli e nipoti

LEGGI >>«Anziani di Puglia» Paure per pensioni e lavoro di figli e nipoti: BARI - Un timore crescente per la mancanza di lavoro di figli e nipoti e per le proprie difficoltà economiche dovute a pensioni troppo basse, per la salute e in particolare per le lunghe liste di attesa, per la propria sicurezza e sfiducia nella politica. Sono le principali preoccupazioni deg...

mercoledì 21 giugno 2017

Il Resto al Sud 2017: le agevolazioni per i giovani imprenditori sono legge

In vigore da oggi 21 giugno 2017 il D.L. n.91 pubblicato in G.U. n.141 del 20 giugno 2017.
Il decreto, che fa seguito a quello dello scorso dicembre (D.L. 243/2016) mira a incentivare, anche con significative risorse aggiuntive, la nuova imprenditorialità.
In particolare è istituita una misura denominata: “Resto al Sud”.
L’incentivo è rivolta ai soggetti di età compresa tra i 18 ed i 35 anni che presentino i seguenti requisiti:
• siano residenti nelle regioni del mezzogiorno;
• non risultino già beneficiari, nell’ultimo triennio, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità.
I futuri neoimprenditori possono presentare istanza di accesso alla misura attraverso una piattaforma dedicata sul sito istituzionale dell’Agenzia Nazionale per l’Attrazione degli Investimenti e lo Sviluppo di Impresa S.p.A. (Invitalia), individuata come soggetto gestore della misura.
Gli enti pubblici, le Università e le associazioni, anche non profit, possono fornire, a titolo gratuito, servizi di consulenza e assistenza nelle varie fasi di sviluppo del progetto imprenditoriale, ai futuri imprenditori, previo accreditamento presso l’Invitalia.
Nel caso in cui l’istanza sia presentata da più soggetti già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, ivi incluse le società cooperative, l’importo massimo del finanziamento erogabile è pari a 40 mila euro per ciascun socio, che presenti i requisiti richiesto, fino ad un ammontare massimo complessivo massimo di 200 mila euro.
I finanziamenti sono così articolati:
• 35 per cento come contributo a fondo perduto erogato dal soggetto gestore della misura;
• 65 per cento sotto forma di prestito a tasso zero, concesso da istituti di credito in base alle modalità definite dalla convenzione che verrà stipulata con Invitalia.
Sono finanziati i progetti relativi alla produzione di beni nei settori :
- dell’agricoltura;
- dell’artigianato;
- dell’industria;
- ovvero relativi alla fornitura di servizi a favore delle imprese appartenenti a qualsiasi settore.




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FONTE FISCO & TASSE

Quattordicesima pensionati 2017

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Platea più ampia e assegno più ricco: tabelle INPS sulla quattordicesima pensionati di luglio 2017, requisiti di reddito e meccanismo a scaglioni.

 A luglio 2017 arriva una quattordicesima pensionati più ricca e ad una platea allargata: scattano infatti le modifiche inserite nella Legge di Stabilità, in base alle quali l’INPS ha provveduto a ridefinire il beneficio. La quattordicesima mensilità di pensione richiede un’età minima di 64 anni e prevede specifici requisiti di reddito. La legge di bilancio (comma 187 legge 232/2016) ha incrementato l’assegno per coloro che già ne avevano diritto negli anni scorsi (i pensionati fino a 1,5 volte il minimo) e ha esteso il diritto a coloro che hanno un assegno fino a due volte il minimo, con un meccanismo a scaglioni che prevede un importo ridotto progressivamente per chi incassa un’assegno pensionistico fra 1,5 e 2 volte il minimo.

=> Pensioni: quattordicesima 2017, tutti gli importi

In pratica, segnala l’INPS, quest’anno ci sono ulteriori 1,43 milioni di pensionati in più che prenderanno la quattordicesima. Nel 2016, invece, hanno percepito la quattordicesima 2,141 milioni di pensionati, in gran parte iscritti alla gestione privata (2,127), a cui si aggiungono 8mila 461 pensionati in gestione pubblica e 5mila 565 lavoratori dello spettacolo.

Quattordicesima pensionati 2017

La platea si è allargata a 3 milioni 570mila 639 pensionati (di cui 1,43 milioni con redditi fra 1,5 e 2 volte il minimo). In tabella le cifre precise e il costo della misura.
BeneficiariReddito
fino a 1,5 volte il minimo
Reddito
fra 1,5 e 2 volte il minimo
Quattordicesima
2017
3.570.6392.089.2871.452.620
Quattordicesima
2016
2.141.178

Per quanto riguarda gli importi, cambiano a seconda degli anni di contribuzione e dell’appartenenza a una gestione lavoratori dipendenti o autonomi.
In tabella gli importi.
 Fino a 15 anni
di contributi
Tra 15 e 25 anni
di contributi
Oltre 25 anni
di contributi
Dipendenti
fino a 1,5 volte il minimo
(9.786,86 euro annui)
437 euro546 euro655 euro
Dipendenti
fra 1,5 e 2 volte il minimo
(13.049,14 euro)
336 euro420 euro504 euro

 Fino a 18 anni
di contributi
Tra 18 e 28 anni
di contributi
Oltre 28 anni
di contributi
Autonomi
fino a 1,5 volte il minimo
437 euro546 euro655 euro
Autonomi
fra 1,5 e 2 volte il minimo
336 euro420 euro504 euro

Attenzione
: un pensionato che ha un assegno superiore a due volte il minimo (quindi, superiore a 13mila 0149 euro), percepisce comunque una parte della quattordicesima nel caso in cui l’importo della sua pensione sia inferiore a quello che risulta aggiungendo la quattordicesima.
Esempio: la quattordicesima di un ex lavoratore dipendente che guadagna due volte il minimo e ha oltre 2 5anni di contributi, come si vede dalla tabella sopra riportata, è pari a 504 euro. Quindi, sommando il tetto di reddito con la quattordicesima, si ottiene 13mila 553. I pensionati che percepiscono più di due volte il minimo (più di 13mila 0149,14 euro annui), ma sono sotto questa cifra (13mila 553), prenderanno una quattordicesima pari alla differenza. Ipotizziamo un pensionato con un assegno annuo di 13mila 200 euro: la quattordicesima sarà di 353 euro.
Per quanto riguarda infine il requisito anagrafico, in luglio prendono la quattordicesima solo coloro che hanno già compiuto i 64 anni. Chi li compie nel corso del 2017 ha diritto al beneficio, ma incasserà la somma con il cedolino di dicembre.

Fonte: INPS.

martedì 20 giugno 2017

Coldiretti:Albicocche, meglio donarle che non perderle sotto gli alberi

Albicocche in dono alle famiglie meno abbienti e ai turisti. E’ l’iniziativa di Coldiretti Basilicata in programma giovedì mattina a Matera in risposta al fatto che nonostante quest’anno la produzione di nettarine sia di qualità ed abbondante, uno dei prodotti di eccellenza del Metapontino come l’albicocca, non riesce ad avere alcun mercato. “Preferiamo donare la frutta a chi ne ha bisogno – fa sapere Coldiretti Basilicata – invece che vederla marcire per terra sotto gli alberi”. L’appuntamento è per le 10 e 30 di giovedì dinnanzi alla Caritas, in via dei Cappuccini a Matera. Per l’occasione Coldiretti Basilicata regalerà 4 quintali di albicocche all’organismo pastorale della Cei da distribuire alle famiglie bisognose della città. Ma non solo. In osservanza della legge 166 del 2016 sugli sprechi alimentari, Coldiretti Basilicata, forza amica dei cittadini, attraverso degli “Ape car” colorati di giallo, che solitamente accompagnano i turisti nei rioni Sassi, distribuirà gratuitamente albicocche ai visitatori, per promuover le eccellenze ortofrutticole del Metapontino. “L’invito lo rivolgiamo ai ristoratori e agli operatori turisti – fa sapere Coldiretti – affinchè promuovano le eccellenze del territorio. L’invito lo abbiamo rivolto anche al governo regionale perchè si faccia promotore di accordi di programma in tal senso”.

giovedì 15 giugno 2017

Giri e impressioni tra Lucania e Irpinia, con tappa a Montaguto: su Reportage online il viaggio dell’amico Marino Pagano


Ti metti in cammino. Lasci l’area casalinga – quella dalla Bitonto della meravigliosa cattedrale romanica o della Bari levantina e occidentale insieme – e raggiungi San Fele, cascate di magia. La Lucania è terra anche di questi flussi ancestrali che vengon fuori dalle viscere delle rocce.

Quelle di San Fele (Potenza), tra le più suggestive (ma ce ne sono anche a Savoia di Lucania).

Il paese s’abbarbica tra inestricabili viuzze, segno classico del piccolo centro-castello che amava confondere i nemici. Le cascate hanno molto anche di antico. Usate per la lavorazione della lana, fanno parte del corso del torrente Bradano (omonimo dell’importante fiume). Sono l’attrazione principale del piccolo centro. Il panorama d’attorno, bellissimo, con tante ginestre.

A non molti chilometri, ecco anche i laghi di Monticchio (Atella-Rionero in Vulture).

San Fele ti conquista: un santo ottocentesco vincenziano, missionario in Etiopia; una chiesa madre con scale che perdi chili già a vederle; una pasticceria deliziosa; l’indicibile groviglio d’arterie minute.

Fai un po’ di strada (abbastanza, ce lo siamo imposti) e sei a Montaguto (Avellino), al confine tra la bassa Daunia e l’Irpinia, non prima di aver superato, indignato, il Formicoso ormai inondato di pale eoliche sino alla vergogna, siamo tra Andretta, Bisaccia, Lacedonia.

Ecco Montaguto, monte aguzzo come l’etimo già vuole. Di qua Orsara e di là Panni e Monteleone.Poco da segnalare, qui, si direbbe a prima vista. Qui ci arrivi solo se la cultura arcaica dei paesi ti prende davvero dentro.

C’è il cielo, lo cogli e ti senti un re. Ci sono colline selvagge. Pochi, pochissimi abitanti.

Arriviamo all’imbrunire, di vivo il lascito dei secoli, ma attorno non vedi nemmeno un gatto. Montaguto è un paese presso cui fermarti solo se sei pervicacemente innamorato della semplicità, anche quella che ti fa dire «ma qua che ci sta?».

Ma un paese ha sempre qualcosa, soprattutto quando, tutto sommato, non è stato stravolto, quando ha conservato la sua radice, la sua fisionomia d’identità, il suo tracciato.
A parte che la celebre, nel bene e nel male, «frana di Montaguto» ha creato anche dei laghetti.

Scopri qualcosa di carino, allora. Un lago lo trovi, inaspettato quasi, anche a Savignano Irpino, vicinissimo a Montaguto.

Si tratta di due località che nella storia moderna hanno giocato un po’ al rimbalzo, tra Irpinia e area dauna, dunque tra Campania e Puglia.

Prima pugliesi, ora avellinesi. Per modo di dire perché poi, a Savignano, la sagra è dell’orecchietta, mica del Carmasciano, un formaggio che godi già nel pronunciarlo, roba che chiudi gli occhi e sei in un pascolo: principe dei prodotti caseari della zona di Rocca San Felice, sempre Avellino.

Medesima sorte per paesi come Orsara, Rocchetta, Anzano e altri: oggi pugliesi, ieri irpini.

Poi a Montaguto c’è una signora che gestisce un piccolo bar (bar tuttofare: si trasforma in salumeria accattivante in un batter d’occhio, con sapori che non vi diciamo). Bar antico in tutto: pavimento, bagno dietro il biliardo, stemma della squadra di calcio anni Ottanta, caffè corposo.

Questa signora sta lì da cinquant’anni, forse di più. Aspetto disordinato e faccia stanca, non ricorda più gli anni nemmeno lei. Il bar sta sulla strada. Se guidi da due ore, non puoi non fermarti. Fuori due cani e una fontana. Sosti che è un piacere.

E poi sei già sull’antica bretella di collegamento tra Puglia e Campania, tra Bari e Napoli, quando l’autostrada non esisteva ancora e ci volevano quattro-cinque ore per raggiungere la città partenopea da Bari. Montaguto, Ariano (che prima, guarda un po’, apparteneva alla Puglia) e sei allo svincolo: verso Benevento di qua, a Napoli di là. Se continui per Benevento, c’è Castelfranco in Miscano, carina assai.

C’è Buonalbergo, che ti ospita sin dal nome. Il viaggio continua. Ma la signora di Montaguto, più di tutti, vale già il prezzo del biglietto.

Perché il viaggio o è antropologico o non è.

lunedì 29 maggio 2017

Pensioni, fra un mese arriva la quattordicesima: le ultime novità






La nuova prestazione previdenziale viene estesa con la legge di Bilancio


Luglio sarà mese di quattordicesima per 3,4 milioni di pensionati. La nuova prestazione previdenziale viene estesa con la legge di Bilancio anche ai pensionati oltre 64 anni con redditi tra 1,5 e due volte il trattamento minimo. La conferma è arrivata anche via Facebook dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi.
REQUISITI – Nel 2016 l’erogazione della quattordicesima era appannaggio dei pensionati con 64 anni di età e un reddito fino a 9.786,86 euro annui. Chi possedeva un reddito maggiore ne era escluso. Quest’anno invece la quattordicesima sarà erogata anche ai pensionati con un reddito compreso tra 9.786,86 euro e 13.049,15 euro annui. Per i pensionati che superano i 13.049,15 euro, la nuova riforma prevede un importo aggiuntivo parziale.
IMPORTI – Gli importi variano da 336 a 655 euro in base all’assegno percepito e agli anni di contributi.
Per i pensionati con un reddito fino a 9.786,86 euro annui:

  • 15 anni di contribuiti la somma sarà di 437 euro;
  • oltre i 15 anni e fino a 25 anni di contribuiti sarà di 546 euro;
  • oltre i 25 anni di contributi sarà di 655 euro.
Per i pensionati che hanno un reddito annuo tra 9.786,87 euro e 13.049,14 euro:

  • 15 anni di contributi sarà di 366 euro;
  • tra i 15 e 25 anni di contributi sarà di 420 euro;
  • più di 25 anni di contributi sarà di 504 euro.
I valori indicati sono validi per i lavoratori dipendenti, per i lavoratori autonomi, gli importi saranno uguali ma cambiano i requisiti contributivi, bisognerà avere 3 anni in più di contributi versati.
EROGAZIONE – Il pagamento verrà effettuato d’ufficio per i pensionati di tutte le gestioni unitamente al rateo di pensione di luglio 2017, o di dicembre 2017 per coloro che perfezionano il requisito anagrafico nel secondo semestre dell’anno 2017. Si rammenta che il beneficio sarà erogato in via provvisoria sulla base dei redditi presunti e sarà verificato non appena saranno disponibili le informazioni consuntivate dei redditi dell’anno 2016 o, nel caso di prima concessione, dell’anno 2017.
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domenica 28 maggio 2017

Monitorare, prevenire e combattere i discorsi d’odio online

Il bando è finalizzato a sostenere progetti nel campo della lotta ai discorsi di odio online, per meglio comprenderli, monitorarli, prevenirli e combatterli. Saranno finanziati: - Progetti volti a comprendere e contrastare espressioni di odio online su piattaforme sociali/aziende IT: studi di come le espressioni di odio si sviluppano sui social media, strumenti di monitoraggio, raccolte dati, analisi delle tendenze e miglioramento della trasparenza (come un follow-up del codice di condotta per la lotta alle espressioni di odio illegale on-line). - Progetti finalizzati allo sviluppo di capacità della società civile per contribuire alla realizzazione del Codice di condotta per contrastare espressioni di odio illegale on-line e di formazione del relativo quadro giuridico. - Progetti sullo sviluppo di narrazioni equilibrate online per promuovere lo sviluppo del pensiero critico degli utenti di Internet (come follow-up del Colloquio annuale sui diritti fondamentali del 2016). - Progetti che mirano ad affrontare discorsi d’odio online contro i giornalisti, raccolta di dati relativi ad abusi online contro gli attori dei media e analisi dei suoi effetti sul dibattito democratico (come follow-up del Colloquio annuale sui diritti fondamentali del 2016). Stanziamento complessivo: 1.500.000 di euro. Stanziamento individuale: La sovvenzione richiesta per il progetto non può essere inferiore a 75.000 euro. Il contributo UE può coprire fino all’80% dei costi totali ammissibili del progetto. BENEFICIARI Amministrazioni locali, Amministrazioni nazionali, Amministrazioni Regionali, Organizzazioni internazionali, Organizzazioni non profit
ENTE FINANZIATORE Commissione Europea - DG Giustizia RIFERIMENTI

SCADENZA 29/06/2017





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giovedì 11 maggio 2017

Resoconto "mi sono sognato la funivia" ai Laghi di Monticchio

Ci siamo presi qualche giorno di riflessione prima di uscire nuovamente pubblicamente per tirare le somme dell’evento “Mi sono sognato la funivia” che ha visto protagonisti i Laghi di Monticchio nelle giornate del 6 e 7 Maggio. Questo ritardo è dovuto essenzialmente alla scelta dei contenuti da diffondere nel post evento. Due erano le opzioni disponibili: far trasparire lo scoramento per l’abbandono perpetrato ai danni del comitato civico Laghi di Monticchio 2019 da parte del Presidente Regionale Marcello Pittella e dall’Assessore Francesco Pietrantuono i quali, durante tutta la loro legislatura, hanno completamente abbandonato Monticchio e i cittadini del Vulture; o tirar fuori tutta la soddisfazione per il successo dell’evento che, grazie al contributo dei circa 50 volontari, ha raggiunto il suo primo obiettivo: ridare splendore al Lago Piccolo e al Parco Archeologico di Sant’Ippolito.
Dopo un’attenta analisi è su questo ultimo messaggio che i componenti del Comitato hanno deciso di puntare: abbandonare per l’ennesima volta Monticchio, dopo l’ennesimo intervento spot, soltanto per l’assenza ingiustificata delle istituzioni regionali, significava darla nuovamente vinta a chi, per svariati motivi, vuole che su Monticchio cali nuovamente l’oblio. Per questo ci siamo detti: “non saranno le assenze a fermare il Comitato”.
Detto ciò, innanzitutto ci preme ringraziare tutti i volontari per aver dedicato il proprio tempo con smisurata abnegazione ai lavori di pulizia, i Comuni di Rionero e Atella e i rispettivi Sindaci per il supporto materiale all’evento attivandosi affinché tutto si svolgesse per il meglio, la Polizia Locale di Rionero, le attività commerciali e tutti coloro che si sono spesi per l’evento. Assente giustificato il Sindaco di Melfi Livio Valvano che ha assicurato la propria presenza alle prossime iniziative che il Comitato deciderà di portare avanti. Assente ingiustificati il Presidente Marcello Pittella e l’Assessore Regionale Francesco Pietrantuono. Quest’ulitmo dopo un’iniziale disponibilità, sostegno e apertura alle proposte degli organizzatori dell’evento, ha preferito disertare negando addirittura l’invio di un suo delegato. Un atteggiamento ostile ed a tratti incomprensibile da parte di chi, nel passato, si è speso fortemente per Monticchio.
Tra mille dubbi, abbiamo deciso di proseguire con fermezza questo viaggio affinché le istituzioni a tutti i livelli si decidano, ognuna per la propria parte, a fare quel che si deve per Monticchio. Da parte nostra, già da diverse settimane abbiamo interloquito con le istituzioni e alcuni uffici regionali per segnalare i problemi più impellenti che attanagliano la località turistica. Grazie all’impegno di tutti i componenti del comitato, ci è stato finalmente effettuato un sopralluogo da parte dei tecnici della Regione e della Provincia per lo sblocco del canale di collegamento tra il Lago Grande e il Fiume Ofanto che, a causa del suo malfunzionamento, ha portato alla quasi distruzione dell’intera battigia del lago grande, e delle numerose piante pericolanti che creano un importante problema per la sicurezza al traffico veicolare e alle persone.
Come Comitato nelle prossime settimane chiederemo ufficialmente un incontro con tutte le istituzioni per riportare nuovamente sul tavolo di discussione le problematiche della località e provare a proporre delle soluzioni. Invitiamo ufficialmente sin da ora l’Assessore Pietrantuono a venire a Monticchio per rendersi conto personalmente della situazione che vige a Monticchio (che probabilmente già conoscerà ma siamo disponibili ad accompagnarlo). Chiediamo pubblicamente l’intervento del Prefetto Dott.ssa Giovanna Stefania Cagliostro affinché si possa ripristinare quanto prima la legalità a Monticchio per mezzo di tutti gli strumenti a propria disposizione poiché non si può più sottacere ad una situazione di completa anarchia che vige ai Laghi di Monticchio. Chiediamo che la Provincia, per mezzo dei propri consiglieri, continui, come sta già facendo, a tenere alto il livello di attenzione sulla località così come richiediamo che i consiglieri regionali, diretta espressione dell’elettorato regionale, in particolare quelli dell’Area del Vulture (Pietrantuono, Leggieri, Miranda Castelgrande, Mollica, Pace) si prendano l’impegno di portare avanti la causa stimolando l’istituzione del “Parco del Vulture”, ente resosi ormai necessario viste le numerose difficoltà riscontrate anche dal costituendo Comitato per organizzare le giornate di pulizia.
Uffici e dirigenti regionali, Area Programma, Carabinieri Forestali: ognuno per le proprie competenze, facciano la loro parte.
Come già anticipato, le iniziative del Comitato non si fermeranno: il 27 e 28 Maggio saremo nuovamente ai Laghi per ridare dignità alla passerella sul Lago Piccolo ed effettueremo, in accordo con i comuni, dei piccoli lavori di ripristino delle staccionate ormai distrutte. Piccoli interventi che speriamo presto diano grandi risultati come già accaduto con gli amici delle Cascate di San Fele “U Uattenier”: è dalla loro bravura che vogliamo imparare, è dai loro successi che ci vogliamo far ispirare, è ai loro risultati che vogliamo arrivare.


FONTE LA SIRITIDE.it


martedì 2 maggio 2017

Riflessioni sulle Primarie Pd

Nota a firma di Giuseppe Brescia

                                                                                                                                 

"Di seguito riceviamo e pubblichiamo nota a firma di Giuseppe Brescia, già parlamentare e sindaco di Melfi, sull'esito delle primarie PD.
"Due milioni di elettori hanno sancito la vittoria (71%) di Renzi, con buon risultato di Orlando (21%) e con l' 8% a Emiliano.
Primarie Pd © web

Matteo Renzi è legittimamente Segretario.
Lo riconosco anche mio Segretario, benchè io abbia votato per Orlando.
Anche se con minore affluenza rispetto al 2013, abbiamo tutti scritto una ulteriore bella pagina di DEMOCRAZIA REALE e non virtuale.
Ho ascoltato in TV le dichiarazioni dei tre candidati e devo esprimere apprezzamento per loro.
Renzi, rinfrancato dal risultato e memore delle cose passate, a me è sembrato, saggiamente,
1) meno rottamatore e più costruttore;
2) meno "grillino" e più "Politico";
3) meno estemporaneo e più riflessivo;
4) meno "io" e tanto "noi", in senso inclusivo di tutti.
Ora si dedichi al Partito sapendo che, per non ripetere gli errori del passato, come un buon padre di famiglia ha bisogno di tutti, anche della minoranza.
E' un nuovo inizio, come dice Renzi, dove il foglio bianco sia scritto da tutti, con umilità e responsabilità, senza imposizioni o ricatti, ma con disponibilità e rispetto reciproco.
Orlando, non solo riconosce il risultato delle primarie, ma ribadisce la volontà di contribuire, con le sensibilità politiche a lui vicine, a superare le frizioni interne al Partito, in un confronto leale, intorno all'dea di un PD aperto, inclusivo e costruttore di un centrosinistra unito da scelte programmatiche capaci di governare l'Italia anche dopo le elezioni del 2018.
Emiliano, pur con uno spirito più "populista", intende contribuire a sollecitare attenzione per il Mezzogiorno d'Italia, non lagnoso, ma artefice del suo futuro.
Risultati a Melfi:
1.064 votanti (circa il 10% degli elettori) - media superiore a quella nazionale.
Orlando: 479 (46,64%)
Renzi: 456 (44,40%)
Emiliano: 92 (8,96%)
Nulle: 34
Bianche: 3
E' un bel risultato che premia una giovane e unita classe dirigente (tutte le mozioni) che, unitariamente e facendo gioco di squadra, ha saputo contribuire all'ottimo risultato delle elezioni amministrative.
Di questa squadra fa parte anche Angela Di Lalla, candidata nella lista di Orlando, che con la sua intelligenza politica e la disponibilità, ha contribuito al raggiungimento dei risultati.
L'esito delle primarie conferma l'orientamento espresso dal voto degli iscritti di Melfi e riconferma la legittimità politica di un ottimo Segretario di Circolo, Michele D'Adamo, che, pur nelle diversità di vedute, riesce sempre ad ascoltare concretamente e tenere insieme il Partito. BRAVO!
Confermo la mia idea che Melfi è un esempio da seguire e tenere fortemente in considerazione, anche dal Partito di Basilicata.
Non conosco ancora i risultati della nostra regione. Una cosa, però, mi sento di ribadire: anche qui non c'è spazio per "un uomo solo al comando".
Il Partito non è proprietà di alcuno, nè tra i renziani, nè tra i sostenitori di Orlando o Emiliano, ma una grande comunità politica di cui tenerne conto.
Anche chi istituzionalmente dirige la Regione non può non tener conto degli orientamenti del PD e del resto del centrosinistra, presenti ed espressi in Consiglio regionale. Non si ripetano gli errori nazionali.
Per questo ora Renzi, rieletto Segretario del Partito, si spenda perchè si giunga, prima dell'estate, al Congresso del PD di Basilicata, si eleggano il nuovo Segretario e gli organismi provinciali e regionali.
Serve al PD e serve al Governo della Regione  "                                     
FONTE
Politica
Melfi lunedì 01 maggio 2017
di La Redazione

lunedì 1 maggio 2017

Primarie PD: i dati definitivi in Basilicata

<SAN FELE VOTANTI 709
EMILIANO 593
ORLANDO 8
RENZI 93
SCHEDE BIANCHE e/o nulle 15>




by TRM TV -Renzi vince le primarie del Pd. “Un gigantesco grazie a tutti”, dice. Circa due milioni di militanti si sono recati nei  diecimila seggi dislocati su tutto il territorio nazionale per votare il nuovo segretario del Pd. L’ex premier incassa una larga maggioranza oltre al 71,1 per cento. Orlando raggiunge il 21,1. Emiliano il 7,8%. In Basilicata 41.519 i votanti, in aumento rispetto alle primarie dell’8 dicembre 2013, quando furono 32.777. Matteo Renzi ha vinto le primarie del Pd in Basilicata ottenendo 24.558 voti, pari al 62,31 per cento. Alle spalle di Renzi è giunto Michele Emiliano (9.676 voti, pari al 24,55 per cento); terzo Andrea Orlando (5.166 voti, pari al 13,11 per cento). In provincia di Potenza, Renzi ha ottenuto 18.255 voti (62,28%), seguito da Emiliano con 8.277 voti (28,24%) e da Orlando con 2.777 voti (9,47%). In provincia di Matera, Renzi ha vinto con 6.303 voti (62,39%); secondo posto per Orlando con 2.389 voti (23,65) e terzo Emiliano con 1.399 voti (13,85). I votanti nel Potentino sono stati 30.912, nel Materano 10.607. Nella città di Potenza (votanti 3.111), Renzi ha ottenuto 1.912 voti (65,95%), Emiliano 786 (27,11%) e Orlando 201 (6,93%). A Matera (votanti: 2.973) Renzi ha ottenuto 1.678 voti (60,29%), seguito da Orlando con 786 voti (28,24) e da Emiliano con 319 voti (11,46%). A Potenza nelle primarie del 2013 i votanti furono 2.916; a Matera, al contrario, i votanti furono 3.192). Secondo quanto si è appreso nella sede della Basilicata del Pd, fra le curiosità maggiori vi è quella di San Mauro Forte (Matera), dove i quattro votanti alle primarie si sono espressi tutti per Renzi. Nel Potentino, a Castelluccio Inferiori e a Castelluccio Superiore, Renzi ha ottenuto il 95 per cento e il 92 per cento dei voti





venerdì 14 aprile 2017

Iscritti AIRE, IMU casa dovuta

Unica abitazione in Italia tassata come seconda casa per il residente all'estero iscritto all'AIRE.

Sono un pensionato iscritto AIRE e residente in Romania. Posseggo un’abitazione popolare in Italia e non ho altri beni né in Italia né all’estero. Mi dicono che il mio immobile è considerato seconda casa. E’ vero?
Domanda di: Piero M.
Se risulta residente all’estero in quanto iscritto all’AIRE, la sua casa in Italia non può risultare come abitazione principale, perché non corrisponde alla sua residenza, di conseguenza è vista come seconda casa. L’abitazione principale, infatti, deve essere quella in cui si ha anche la residenza.
In caso contrario, una casa di proprietà, pur se di tipo residenziale, viene considerata come seconda casa (immobile diverso dall’abitazione principale), almeno ai fini fiscali. Per intenderci: per la sua casa italiana, nella quale lei non è residente, pagherà l’IMU come seconda casa. Per quanto riguarda invece la TASI, dal 2016 è previsto l’esenzione per chi possiede una sola unità immobiliare e risiede all’estero con iscrizione AIRE:

=> Esenzione TASI iscritti AIRE

In generale, ricordiamo che anche gli iscritti all’AIRE possono comunque mantenere la residenza fiscale in Italia:

=> Residenza fiscale: come evitare la doppia imposizione

giovedì 23 marzo 2017

WELFARE, INCONTRO IN REGIONE

        
Un momento dell'incontro sul WelfareUn momento dell'incontro sul Welfare
 

Per valutare lo stato di attuazione della riforma dei servizi socio assistenziali territoriali e per definire il percorso ed il crono programma attraverso i quali superare le criticità ancora presenti e governare il periodo di transizione dal vecchio al nuovo assetto istituzionale, organizzativo e programmatico territoriale, si é tenuto questa mattina nella Sala Verrastro della Regione, un incontro al quale hanno preso parte il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, l’assessore regionale alle Politiche per la Persona, Flavia Franconi, i rappresentanti di Anci Basilicata, i sindaci ed i tecnici di riferimento dei Comuni capofila dei nuovi Ambiti socio territoriali.

Ad introdurre i lavori l'assessore Franconi, la quale ha evidenziato, anzitutto, la necessità di colmare con urgenza alcuni ritardi che si sono verificati nella costruzione del nuovo assetto istituzionale territoriale dei servizi sociali e socio sanitari, approvando quanto prima le nuove convenzioni intercomunali di Ambito, propedeutiche alla costituzione degli Uffici di Piano ed alla nuova programmazione territoriale. Ciò sia per far sì che tutto il sistema integrato regionale dei servizi socio assistenziali possa uscire dalla fase di transizione che tuttora permane - e che può determinare criticità per la continuità di erogazione di servizi essenziali al cittadino nonché per i rapporti tra gli enti titolari dei servizi ed i soggetti erogatori dei servizi stessi - sia per l’effettivo avvio dei nuovi programmi di intervento, già finanziati, come il piano regionale straordinario sulla disabilità, oppure attualmente in corso di acquisizione di finanziamenti comunitari e nazionali, come i progetti di sostegno all’inclusione attiva o i programmi sul “Dopo di noi".

Il Presidente Pittella ha sottolineato la necessità della massima collaborazione istituzionale tra Regione ed Enti locali rispetto ad un crono programma certo che porti alla piena attuazione degli atti di programmazione regionale adottati fin dalle Linee guida del luglio 2015 e dal piano di indirizzi del marzo 2016, per l’esecuzione dei quali, però, "la Regione - ha detto il governatore lucano - non può sostituirsi alla competenza diretta ed esclusiva dei Comuni. E’ inoltre indispensabile - ha aggiunto Pittella - che Regione e Comuni governino assieme il periodo di transizione, anzitutto per garantire la continuità dei servizi essenziali ai cittadini ed anche per dare certezza, attraverso delle gare ponte per l’affidamento dei servizi, di corretta relazione amministrativa con i soggetti erogatori dei servizi stessi. Si tratta, in sostanza, di assumere un impegno collettivo e condiviso rispetto all’attuazione di un percorso che porti nel più breve tempo possibile, ad uscire dalla fase transitoria verso il nuovo assetto istituzionale e funzionale. La Regione, per suo conto, si impegna a continuare e a rafforzare la funzione di regia, di coordinamento e di affiancamento sino ad ora svolta anche, ove richiesto, attraverso modalità di auditing dei singoli Ambiti, e a sostenere, ove richiesta - ha concluso - la relazione degli Enti Locali con la parte datoriale del Terzo settore e con le organizzazioni sindacali nel percorso transitorio".

Dopo gli interventi dei sindaci presenti si è convenuto che "Entro il 31 marzo prossimo ci si impegna a convocare in ciascun Ambito tutti i Consigli comunali per l’esame e l’approvazione delle Convenzioni intercomunali che istituiranno formalmente gli Ambiti stessi, formalizzeranno l’individuazione dei Comuni capifila, istituiranno i nuovi Uffici di Piano e regoleranno le nuove relazioni istituzionali tra i Comuni convenzionati per l’erogazione associata dei servizi previsti dai nuovi Piani sociali e socio sanitari; il 30 giugno prossimo ci si impegna ad adottare i Regolamenti intercomunali, ivi compreso il regolamento di funzionamento dell’ Ufficio di Piano di Ambito, e a costituire gli Uffici di Piano, soggetti indispensabili per la formazione, anche attraverso i focus territoriali tematici, della nuova programmazione dei servizi, a sua volta necessaria alla definizione delle nuove gare di affidamento.

Al contempo, sulla base dei vecchi Ambiti e della configurazione attuale dei servizi, dovranno essere velocemente bandite delle gare – ponte per l’affidamento dei servizi sino al 31 dicembre 2017, ponendo come traguardo il 1 gennaio 2018 quale decorrenza delle gare basate sulla nuova programmazione. La fase transitoria non riguarda i Comuni di Potenza e Matera, Ambiti mono comunali che non necessitano del percorso convenzionale e che possono procedere immediatamente alla costituzione degli Uffici di Piano e alla formazione della nuova programmazione. Per ciò che attiene i nuovi programmi, quali, ad esempio, il piano regionale straordinario sulla disabilità, i programmi Sia (sostegno inclusione attiva) e quelli relativi al “dopo di noi", non vi è, ovviamente, necessità di affidamenti transitori, ma possono, una volta formalizzate le convenzioni, essere realizzati sulla base dei nuovi Ambiti con affidamenti a regime.
FONTE      AGR

martedì 21 marzo 2017

Allarme cinghiali in città: da Roma a Bari si grida all'invasione



Dopo l'incidente mortale causato da un cinghiale, Roma pensa alla sterilizzazione. Avvistamenti in aumento anche in altre città


Da pochi esemplari ad una vera e propria invasione: cresce la paura dei cinghiali in diverse città italiane. L’ultimo grave incidente causato da questi animali selvatici è avvenuto a Roma, dove un motociclista di 49 anni ha perso la vita in seguito allo scontro con un cinghiale in via dell’Inviolatella Borghese, una stradina all’interno dell’omonimo parco, in zona Cassia. Il motociclista si è trovato di fronte l’animale, sbucato all’improvviso da una macchia di verde a bordo strada. Il violento impatto ha scaraventato l’uomo per terra, causandogli gravi lesioni alla testa, risultate fatali.
Il Codacons ha chiesto alla Procura di aprire un’indagine sull’episodio, verificando le responsabilità del Comune di Roma, dei vigili urbani e delle Guardie zoofile.
Da tempo i cittadini lamentano una presenza crescente di cinghiali nella capitale, e temono per la propria incolumità. Stando a quanto denuncia il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, Roma è diventata uno “zoo a cielo aperto, con animali selvatici, maiali e topi che si aggirano indisturbati nelle aree urbane”.
Mentre il Campidoglio starebbe vagliando l’ipotesi di utilizzare un immunovaccino per la sterilizzazione dei cinghiali, Coldiretti diffonde cifre allarmanti, dichiarando che negli ultimi 10 anni il numero degli ungulati presenti sul territorio nazionale è raddoppiato, toccando il milione di capi. Oltre ad essere pericolosi per l’uomo, questi esemplari selvatici provocano ingenti danni all’agricoltura, che ammontano a 100 milioni di euro l’anno.
Il problema della presenza dei cinghiali è molto sentito anche in Liguria, dove le denunce dei cittadini relative alle invasioni degli ungulati e ai pericoli che comportano sono ormai all’ordine del giorno. A Genova, nei giorni scorsi è stato firmato un protocollo d’intesa tra Regione e Comune, che prevede reti di protezione metalliche ed elettriche nei punti di passaggio degli animali selvatici, monitoraggio dei rifiuti, un numero verde regionale per segnalare la presenza di cinghiali in città e sanzioni a chi darà da mangiare agli ungulati.
In Toscana, dopo l’approvazione della legge regionale sul contenimento degli ungulati, sono stati abbattuti centomila esemplari nel 2016, oltre ventimila in più del 2015. La legge è stata approvata un anno fa per contenere la popolazione di cinghiali, caprioli, cervi e daini attraverso un’intensificazione delle attività di caccia nelle aree agricole, identificate come “non vocate”.
I cinghiali sono sempre più diffusi anche in Puglia, dove potrebbero essere diverse migliaia. A Bari, alcuni cittadini hanno ripreso con il cellulare due cinghiali di grosse dimensioni, avvistati per le strade del quartiere periferico San Paolo. L’avvistamento degli ungulati che scorrazzano in città non è stato però il primo. Stando a quanto ha dichiarato il comandante della Polizia locale, Nicola Marzulli, i cinghiali si sono insinuati nel comprensorio di case popolari, compreso tra viale Viale Europa e via Don Gnocchi.

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