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mercoledì 19 ottobre 2016

Iniziativa PMI, fondi UE al Sud e Isole

<Prestiti agevolati alle PMI del Sud e Isole grazie ad un complesso meccanismo di: Iniziativa PMI, Italia prima in Europa>
Nuovo programma di accesso al credito per le PMI del Sud e delle Isole con 1,2 miliardi a disposizione per prestiti agevolati, attraverso Fondi UE: si tratta di “Iniziativa PMI“, un piano messo a punto da Ministero dello Sviluppo Economico, Commissione Europea e BEI (Banca Europea per gli Investimenti). L’Italia mette a disposizione 100 milioni di Fondi strutturali FESR e 102,5 milioni stanziati dal Governo, per un totale di 202,5 milioni.
Attraverso un meccanismo di cartolarizzazione, con garanzie BEI e FEI (Fondo Europeo per gli Investimenti), saranno attivati prestiti bancari e finanziamenti a tasso agevolato alle imprese per 1,2 miliardi di euro. Beneficiarie, le PMI di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Il FEI seleziona gli intermediari che potranno cartolarizzare i crediti e cederli a una società veicolo (SPV – Special Purpose Vehicle) che si finanzierà tramite l’emissione di obbligazioni (ABS – Asset Backed Securities) sottoscritte da BEI e FEI.


Si tratta, in parole semplici, di un meccanismo finanziario che consente alle banche di alleggerirsi di crediti, liberando risorse per finanziare le imprese, con ha un effetto leva finale di circa uno a sei, per cui con un investimento di più di 200 milioni si arriva ad almeno 1,2 miliardi di nuova finanza all’economia.


Questo strumento finanziario è previsto dalla nuova regolamentazione sui Fondi Strutturali e di Investimento Europei (Fondi SIE) e permette di combinare i fondi gestiti a livello nazionale (o regionale) con risorse del programma europeo COSME (Programme for the Competitiveness of Enterprises and Small and Medium-sized Enterprises) e risorse BEI.
Prima che siano disponibili i prestiti per le PMI, bisogna dunque attivare il complesso meccanismo sopra descritto. Sarà il FEI a pubblicare un invito a manifestare interesse finalizzato a selezionare gli intermediari finanziari ammissibili (banche, istituti di garanzia, società di leasing).


A presentare questa nuova opportunità è stato il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda:
«Nel panorama dell’economia italiana le piccole e medie imprese sono le più colpite dal credit crunch: per molte di esse l’accesso al credito è problematico da anni, specialmente per quelle del Mezzogiorno. Con l’iniziativa che annunciamo oggi, il governo si attiva per ovviare a queste difficoltà: mettiamo a disposizione 200 milioni di risorse per  generare, grazie all’intervento del gruppo BEI, uno stock complessivo di 1,2 miliardi di euro di nuovo credito. E’ una cifra importante, che avrà effetti positivi per migliaia di Pmi del Sud e per le persone che vi lavorano».
Corina Crețu, commissaria Politiche regionali Commissione UE ribadisce:
«l’auspicio che altri Paesi aderiscano a questa iniziativa innovativa», che permetterà a startup e PMI «di accedere a quelle risorse finanziarie di cui hanno un elevato bisogno e aumenterà la competitività dell’economia regionale».
«L’Italia è il primo Stato Membro ad aver aderito allo strumento di cartolarizzazione dell’Iniziativa PMI».
Lo ricorda Pier Luigi Gilibert, amministratore delegato del FEI, augurandosi a sua volta che il dispositivo possa:
«riscuotere interesse nel mondo degli operatori del credito e delle imprese».
Utilizzare l’effetto leva dei Fondi strutturali e di investimento europei erogati mediante strumenti finanziari innovativi per attivare credito verso le PMI italiane», aggiunge Dario Scannapieco,Vice-Presidente BEI e Presidente FEI, è un modo per agevolare il più possibile gli investimenti delle PMI, recuperando così competitività, e fornendo quindi un forte stimolo alla crescita e all’occupazione.

1 commento:

  1. Sono un Abruzzese della Marsica, ho fatto l'emigrante in Patria Milano, Torino e Pistoia come Tecnico di produzione e costruzione macchinari. Da alcuni anni sono tornato alla mia terra ed ho ideato un sistema (impianto) per la produzione di Biometano dal recupero dei materiali organici di scarto, con esso si autoalimenta il trattamento e si ricava energia elettrica o calorica; ma in questa terre che muore per mancanza di lavoro, nonostante il sistema produce energia a emissioni CO2 uguale a 0 (zero) fra leggi, burocrazia, chiusura mentale e paure bancarie, non si riesce a fare nulla come prototipi per la certificazione delle incidenze ambientali ed economiche.
    Trovo questo articolo interessante anche se l'ho scoperto dopo un anno, spero di poter aprire qualche porta, ma questo federalismo della conoscenza, a cui porgo i miei complimenti dovrebbe avere maggiore diffusione ed espansione. Se ci sono notizie o possibilità più recenti o ancora efficienti, gradirei ogni segnalazione. Distinti saluti Di Loreto Albano di Avezzano (AQ) albandilo@liobero.it

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